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sabato 3 dicembre 2016

Inside the Factory: Lanificio Paoletti

La storia del Lanificio Paoletti inizia nel 1795, quando Gaspare Paoletti a Follina, una delle principali zone per la lavorazione della lana dell’allora Repubblica di Venezia, fonda l’omonimo lanificio avvalendosi delle risorse che il territorio offre: l’acqua corrente e i pascoli limitrofi. Oggi il Lanificio Paoletti è l’unica manifattura attiva nella zona, che un tempo basava l’intera sua economia su questo settore. Superate le guerre mondiali e la crisi dei tessuti sintetici, oggi l’azienda è tornata a competere a livello internazionale grazie all’offerta di un prodotto caratterizzato da un know-how ricco di storia unito allo sviluppo tecnologico e all’innovazione dei processi produttivi. L’azienda si approvvigiona delle migliori lane (Mohair, Cachmire, Australiana ma anche la pecora autoctona Alpagota) e offre ai proprio clienti tessuti dalle differenti caratteristiche e peculiarità, grazie all’intera filiera interna. All’interno del Lanificio Poletti troviamo il reparto di stoccaggio delle lane grezze, il lavaggio della materia grezza, la tintura, passando poi alla filatura e in fine alla tessitura, prestando il massimo rigore ad ogni passaggio così da offrire un prodotto d’eccellenza. Le lane prodotte possono essere utilizzate per differenti capi d’abbigliamento a seconda dei pesi e della struttura, l’azienda offre inoltre un ricco campionario caratterizzato da trame e colori personalizzabili. L’archivio storico del lanificio, catalogato oggi anche in digitale, conserva i tessuti prodotti dall’800 ad oggi, modelli esclusivi di lane e stoffe creati ad hoc per le grandi case di moda, eserciti e ordini religiosi che oggi non sono più riproducibili.

lunedì 22 agosto 2016

Inside the Factory: FREITAG - F-actory in Zurich

Lo ammetto, visitare la F-abric è sempre stato un sogno nel cassetto che si è avverato durante il mio viaggio a Zurigo dei giorni scorsi, qui ho avuto modo di vedere l'intera azienda e dove i prodotti Freitag nascono.
Il mio tour inizia nel punto in cui vengono scaricati i teloni dei camion usati, srotolati e collocati sopra dei tavoli per il taglio in pezzi più piccoli, catalogati in base al colore e alla grafica che presentano, per essere successivamente collocati a magazzino. Scelti i colori dei teloni con cui verranno prodotte le borse e gli accessori, vengono portati al reparto lavanderia, dove vengono lavati grazie a delle lavatrici industriali che riutilizzano l'acqua piovana raccolta, asciugati ed infine fotografati e arrotolati singolarmente pronti per essere utilizzati. Lo step successivo è la zona taglio in cui gli addetti posizionano il telone su un talovo e ne ricavano a mano, a proprio gusto, i pezzi che andranno a comporre le borse che poi verranno confezionate esternamente.
Una volta tornate alla F-actory viene effettuato il controllo qualità, ogni prodotto è fotografato e infine inscatolato per creare un mix colore-grafica il più vario possibile così da offrire all'acquirente una vasta scelta negli store di tutto il mondo.
Sui tre piani della fabbrica ci sono i tutti gli uffici, dal design alla grafica, dall'amministrazione al commerciale, ma quello che mi ha colpito di più è l'esistenza di un ufficio ad hoc per la ricerca dei teloni di camion in tutta Europa che si occupa dell'approvvigionamento della materia prima e della ricerca attraverso il contatto con spedizionieri e aziende di trasposto per dare nuova vita ad un prodotto che verrebbe buttato. All'interno della F-actory si trova inoltre la gestione dello store online con oltre 4 mila prodotti che vengono fotografati a 360°, catalogati e inseriti nello store, pronti per essere acquistati e spediti.
Di seguito trovate gli scatti del mio tour all'interno della F-actory per scoprire come vengono prodotte le "borse con i teloni dei camion".

giovedì 10 dicembre 2015

Inside the Factory: Calzaturificio Buttero

Ho avuto l'onore di visitare il Calzaurificio Buttero, a Stabia in Toscana, una realtà che rappresenta l'eccellenza del made in Italy nel mondo, caratterizzata da un know-how che fonde tradizione e innovazione. Un piccolo tour che mi ha permesso di vedere l'intera manovia e i numerosi passaggi che portano alla produzione aziendale. I dipendenti del calzaturificio Buttero portano un camice verde, colore che caratterizza anche le strutture e l'ambiente di lavoro, l'aria che si respira è accogliente, quasi senza tempo, ogni addetto cura una parte della filiera interna con la massima precisione, garantendo uno standard qualitativo d'eccellenza.
Buttero nasce come azienda specializzata nella produzione di stivali, nel tempo ha ampliato la propria proposta con la produzione sneakers e calzatura casual per uomo e donna. Ogni modello viene sviluppato internamente, iniziando dall'idea per arrivare al prodotto terminato. Una volta sviluppato il design del modello e prodotta la forma nei vari numueri, che sara il supporto su cui verrà prodotta la scarpa, si inizia con la tranciatura della pelle, tagliando così i vari pezzi che comporranno la calzatura. Un operatore specializzato cuce le differenti parti della tomaia che andranno a comporre la scarpa; successivamente grazie ad una serie di macchinari viene cucita e incollata la suola per poi passare alle rifiniture e al finissaggio. La scarpa viene lucitada, rifinita e controllata prima di apporvi le stringe, di essere instacolata e spedita.

mercoledì 4 marzo 2015

Inside the Factory : IMjiT35020 Manufactus _ Tailor denim - 2/2

Il processo di confezione è lungo e laborioso; composto da oltre 60 passaggi manuali, l'iterim richiede un know-how artigianale d'eccellenza così che il capo finito partendo dai pezzi tagliati in precedenza prenda forma. Dopo la prima fase che prevede la scelta del modello, del tessuto e il taglio che trovate qui, nella seconda fase vediamo i vari passaggi di produzione.
I primi passaggi consistono nell'assemblaggio delle gambe, prima il retro e poi il fronte grazie ad una cucitura linea; successivamente vengono confezionati i passanti, la parte su cui applicare i bottoni, su cui viene cucito il numero del modello, e con un apposito macchinario vengono fatte le 'apertura per le buchette.
Successivamente l'operatore applica le tasche posteriori, posizionandole al rovescio e fissandole con una cucitura a zig-zag. Le tasche vengono in sefuito girate e cucite con una macchina lineare seguendone i bordi. Simultaneamente un secondo operatore assembla i pezzi che andranno a comporre le tasche frontali a cui viene aggiunta l'etichetta di IMijT35020 e l'origine del tessuto.

giovedì 18 dicembre 2014

Lane Bottoli _ inside the Factory


Qualche tempo fà ho avuto la possibilità di entrare in un luogo unico del suo genere : Lanificio Bottoli. Situata a Vittorio Veneto, l'azienda produce tessuti in lana a quadri di ogni forma e colore. La particolarità e l'unicità di questo luogo è che l'intera filiera produttiva è interna. Dalle pecore di proprietà al lavaggio della lana grezza, dalla filatura alla tessitura del tessuto. Un patrimonio da preservare all'insegna della qualità "Made in Veneto".
La storia del Lanificio Bottoli inizia nel 1861 a Ceneda, oggi Vittorio Veneto dopo la fusione con Serravalle avvenuta nel 1866, quando il fondatore avvia un’ attività di tessitura per panni e coperte. Il lanificio nel tempo si è specializzato nella produzione di tessuti per uomo in lane e fibre naturali, non a tinta unica ma fantasia, per differenziarsi dall’offerta delle altre aziende del distretto tessile. Nel 1987 l’azienda viene rifondata all’insegna della tradizione e della qualità, con un approccio innovativo e di ricerca. Nel 2002 nasce il progetto Lanaitaliana stile di vita® che consiste nella valorizzazione e recupero dell’intera filiera made in italy con le migliori lane merinizzate del territorio.
Nel prato attiguo allo stabilimento accanto al fiume Meschio, si vedono pascolare alcuni esemplari di pecore con il mantello scuro; le Sopravissane, una razza in via di estinzione. Questi esemplari vengono selezionati e ne viene curata la riproduzione in allevamenti sparsi fra l’Abruzzo, le Marche e l’Umbria. Sono da questi esemplari che il Lanificio ottiene la materia prima per i propri tessuti pregiati senza tinture dove le fibre mantengono inalterate le loro caratteristiche morfologiche esaltandone le qualità. L’intera supply chain è gestita interamente, dalla tosatura al lavaggio, dalla tintura alla filatura, prestando massima attenzione alla qualità del prodotto. Solo altri due lanifici in Italia operano non si avvalgono dell’outsourcing per i diversi passaggi. I know-how degli operai specializzati funge un ruolo insostituibile all’interno della filiere, alcune operazioni possono essere svolte solo manualmente.
Il Lanificio nella riscoperta della tradizione ha aggiunto un approccio innovativo e di ricerca che lo ha portato a produrre filati pregiati, con caratteristiche tecniche uniche, come il Lanalight by Bottoli® che sfrutta la resilienza (potere gonfiante) della fibra permettendo di produrre un filato cardato leggero (195 g/mq) in pura lana merina italiana. La linea bioetica propone un tessuto in canapa nazionale, un tessuto naturale che scherma il corpo dalle radiazioni elettromagnetiche, un pettinato extra fino, un lambswool.

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