lunedì 10 giugno 2019

Casa Museo Remo Brindisi

 A Lido di Spina si trova la Casa Museo Remo Brindisi, un gioiello fra i lidi ferraresi per appassionati d'arte, uno spazio nato dalla volontà dell'artista assieme all'architetto e designer Nanda Vigo negli anni '70. La struttura si snoda attorno alla sala centrale, una scala porta il visitatore a scoprire le sale caratterizzate da piastrelle bianche, specchi ed elementi neri ricorrenti che diventano le pareti espositive delle numerose opere. La collezione è caratterizzata prevalentemente da artisti italiane fra gli anni '60 e '90 esemplificativi dei numerosi correnti e gruppi, non mancano però lavori di artisti internazionali come Pablo Picasso, Francis Bacon e Henry Moore. L'artista ha collezionato oltre 1'400 opere d'arte contemporanea, spesso scambiandole con i propri lavori, dipinti, sculture e grafiche che caratterizzano il secolo del novecento artistico, dal Gruppo Zero, Gruppo Forma 1, all'arte cinetica, l'arte povera e numerosi altri dandovi una lettura personale e di confronto, creando armonia all'interno della Casa Museo che li accoglie.

giovedì 6 giugno 2019

Spreads 01 _ Piotr Niepsuj

 Spreads 01 è il nuovo magazine scattato e prodotto dal fotografo Piotr Niepsuj. Il primo numero raccoglie le immagini realizzate durante il suo viaggio in Giappone, assieme ad una nuova macchina fotografica compatta, ispirandosi ai grandi fotografi giapponesi come Gregg Araki e Daido Moriyama. Il magazine in edizione di 300 esemplari narra, attraverso il punto di vista di Piotr, una Tokyo contemporanea caratterizzata da contraddizioni e sfumature dal sapore autentico.

lunedì 3 giugno 2019

Buttero Footwear _ spring/summer 2019

La collezione spring/summer 2019 di Buttero è caratterizzata da un'eleganza delicata che contraddistingue un prodotto trasversale. Il brand toscano propone una serie di boots dalla silhouette lineare in pellami dai colori caldi e una reinterpretazione stagione delle classiche sneakers che diventano un must have.

sabato 1 giugno 2019

Harmony of chaos _ Renato D’Agostin _ Galerie Thierry Bigaignon

Harmony of Chaos è il nuovo progetto di Renato D'Agostin che nasce dalle strade di Shanghai; la Galerie Thierry Bigaignon di Parigi vi dedica una personale raccogliendo una serie di scatti inediti. Le foto caratterizzate da grandi formati sono contraddistinte da una vibrazione, che il fotografo effettua manualmente durante lo sviluppo, che trasmettono l'atmosfera dei luoghi immortalati. I soggetti, siano essi naturali o artificiali, delineano un ritratto della città claustrofobico, veloce ed anonimo, caratterizzata dallo sviluppo urbano avvenuto in un breve periodo. Quello di Renato è una lettura personale di questo della città caotica che allo stesso tempo si trova in sintonia con i propri abitanti. La mostra è accompagnata da una pubblicazione dal formato 55x40 edito da the (M)éditions and Quants in 100 copie.

giovedì 30 maggio 2019

A Kind of Guise Journeys to Indonesia _ spring/summer 2019

A Kind of Guise presenta una capsule collection per la collezione spring/summer 2019 dedicata all'Indonesia. Dal viaggio in questa terra lontana nascono una serie di grafiche dai colori accessi che mescolano figure e geometrie richiamando la cultura e le trazioni locali.

mercoledì 29 maggio 2019

La Torre _ Neo Rauch e Rosa Loy _ Fondazione Coppola _ Vicenza

 La Fondazione Coppola apre al pubblico lo spazio del Torrione di Vicenza con una personale di Neo Rauch e Rosa Loy. La Torre, a cura di Davide Ferri, raccoglie disegni e dipinti inediti della coppia tedesca appositamente pensati per lo spazio. Il linguaggio pittorico figurativo, della scuola di Lipsia, richiama le illustrazioni dei manifesti di propaganda della Germania Est, la cultura Pop, il realismo energetico e nervoso di artisti come Max Beckmann e Otto Dix, ma allo stesso tempo le prospettive allucinate e la concitazione narrativa dei grandi teleri di maestri rinascimentali come Tintoretto e Ruben. Il dialogo fra le opere dei due artisti è caratterizzato da un percorso che evoca e racconta lo spazio stesso che è raffigurato all'interno dei lavori.

lunedì 27 maggio 2019

In the garden of the world _ Silvia Coccaglio

Silvia Coccaglio nella serie in the garden of the world presenta una narrativa attraverso una serie di elementi d'inizio e di fine contemporaneamente. Come lei stessa mi racconta fra i suoi soggetti "C'è stato un germoglio che ha generato fiori. C'è stato un fiore che ha generato un frutto. C'è stato un frutto di cui qualcuno ha goduto. C'è stata una cesoia che ha creato una talea dalla quale ha avuto inizio un nuovo ciclo." Una narrazione ciclica che lega gli scatti accomunati da uno sfondo granuloso, quasi sbrilluccicante.  La serie disponibile in edizione limitata di 50 esemplari e firmata è disponibile qui.

venerdì 24 maggio 2019

Margaret Howell x Fred Perry _ spring/summer 2019 capsule

Margaret Howell presenta una capsule per Fred Perry monocromo, o bianco o nero. Gli outfit essenziali reinterpretano l'iconica polo M3 dando vita ad in incontro fra l'heritage britannico e design contemporaneo per una linea dalle forme rilassate. A complemento della collezione spring/summer 2019 vengono proposti una serie di capi, o bianchi o neri, a completare il look.

giovedì 23 maggio 2019

New Balance 990v5 are back!

New Balance punta sul modello 900v5 presentandolo in due colorazioni, total black e total grey. L'azienda americana reinterpreta e ripropone il modello made in USA rendendolo trasversale con una silhouette affusolata ed essenziale.

martedì 21 maggio 2019

Interview with Michele Parisi



Michele Parisi, classe 1983, è pittore italiano il cui lavoro è caratterizzato dalla storia, dalla memoria memoria che diventano pennellate polverose all'interno delle sue tele mescolandole alla fotografia. I lavori sono un omaggio a luoghi simbolo della nostra cultura dandovi un atemporalità intrinseca. Di seguito trovate l'intervista con Michele in relazione ai suoi lavori.


Chi è Michele Parisi e qual'è il percorso che ti ha portato a diventare artista?
In diverse occasioni mi è stato chiesto di descrivere il percorso che mi ha portato a diventare artista. Sono nato e cresciuto in mezzo all’arte: le sculture di mio padre e le sue pitture alle pareti hanno accompagnato la mia infanzia; di quei pochi libri d’arte che c’erano in casa ne ho imparato a memoria tutte le figure. Ricordo ancora le domeniche pomeriggio seduti fianco a fianco a disegnare imparando le tecniche, le prospettive, che le cose sono fatte di luci e di ombre e come disegnarle. Imparare a disegnare mi ha aiutato ad esprimermi, a dare vita alle mie idee; il disegno mi ha permesso di imparare ad osservare e a cercare quello che sta dietro ad ogni cosa. Da insegnante, do molta importanza al disegno… Gli studi intrapresi sono stati possiamo dire “ovvi”: la scuola d’arte e successivamente l’Accademia di Belle Arti. E’ stato con la scelta di iscrivermi in una Accademia il vero momento in cui ho deciso di essere artista, di provarci per lo meno. Sono stati anni formativi ovviamente, fatti di lavoro, studio e dedizione, ma anche di molti sacrifici. Credo di non aver mai trascorso da allora un giorno senza lavorare: Nulla dies sine linea come diceva Plinio. Con la fine dell’Accademia sentivo come incerto il mio lavoro, nonostante qualche mostra lo avesse “confermato” se così si può dire: ho dovuto lavorare un decennio per raggiungere una mia poetica: la distanza era la metà se posso citare il titolo di un ciclo dei miei ultimi lavori. Più che diventare si potrebbe dire che ci si trasforma: credo che l’artista possa essere questo. Invece, per rispondere alla prima domanda, se dovessi descrivermi, direi che Michele Parisi è uno che una volta ha visto una persona che assomigliava vagamente ad un’amica e per questo l’ha salutata.

La tua ricerca estetica è caratterizzata da un tocco oscuro, un velo che avvolge il luogo raffigurato. Cosa la caratterizza e come nascono i lavori?
Il mio lavoro parte sempre dalla scrittura, che sia un appunto di quello che vedo o percepisco, parte da un’idea, da un passaggio di un racconto, una poesia o un suono. Scrivere è lo stato embrionale della mia pittura. Scrivere mi aiuta a pensare e mi aiuta a mettere dentro molte cose. La scrittura accompagna sempre uno spostamento, un luogo, mentale o fisico che sia. Successivamente è il disegno che definisce la forma delle parole e la realizzazione delle immagini fotografiche che realizzo solitamente su lastra in vetro ed elaboro nella mia camera oscura e che saranno le matrici della mia pittura. Infatti la mia pittura si svolge in una prima fase in camera oscura: vi è la preparazione dei supporti con la gelatina fotosensibile e lo sviluppo delle lastre. Le lastre mi permettono di sviluppare una traccia dell’immagine mediante lente esposizioni di luce sulla tela che poi andrò a dipingere e reinventare ad olio. L’immagine di partenza è così un simulacro, una lontana memoria e la pittura la sua idealizzazione. E’ come quando si ricorda un episodio lontano nel tempo e la mente tende a ricordare solo alcuni aspetti, idealizzandoli, ed è così che anche un’invenzione può diventare fatto reale. Tutta questa manipolazione avviene manualmente al buio: lo sviluppo della traccia a pennello con acido o l’invenzione con la luce, così come l’invenzione con la pittura ad olio, che eseguo successivamente. La pittura ripercorre ogni singolo centimetro della tela, alcuni dettagli li elimino, altri li evidenzio altri ancora li reinvento. Il processo è molto lungo e laborioso, non ascolto musica o altro mentre lavoro ma solo i miei pensieri: rappresentare significa anzitutto sostituire qualcosa di presente a qualcosa di assente, come si legge nel Dictionnaire di Furetière la definizione di immagine. Da qualche anno i miei interessi letterari accompagnano il sentire e da alcuni anni la mia ricerca estetica è caratterizzata dall’idea di sublime; personalmente ritengo che la pittura è un malessere che restituisce bellezza, è forse questo il tocco oscuro, il silenzio che ne permette la riflessione, un raccoglimento personale che si prova o desidero che si prova di fronte al mio lavoro: insomma i ricordi sostituiscono gli occhi.


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