sabato 18 ottobre 2014

GLOVER PACK _ ONITSUKA TIGER e ASICS con HANON


Tiger e Asics si affidano allo store scozzese Hannon per un restyle delle colorado eighty-five e delle gel-epirus dedicandole a Thomas Blake Glover, samurai dell’Aberdeenshire e uomo d’affari del XIX°. Il retail scozzese ispirandosi alla storia di Glover, il quale creò un business legato al commercio di tè verde fra la Scozia e il Giappone, mescola gli elementi e gli influssi di queste due culture.
Le colorado eighty-five Onitsuka Tiger si ispirano al Giappone e vengono prodotte in pelle traforata Nubuck con inserti in nero e giallo dorato, dove le stringhe punteggiate e l’area del tacco rappresentano il business del tè di Glover, mentre i suoi baffi iconici sono impressi sul tallone. L’argento intorno alle iconiche stripes rende omaggio alla formidabile influenza che egli ebbe nella
rivoluzione industriale giapponese. Le Asics gel-epirus incarnano i colori della Scozia, La pelle scamosciata verde menta e la pelle Nubuck viola, si sposano con la fodera trapuntata in tartan e rendono il design davvero patriottico. Il motivo che completa la scarpa ricorda il cardo impresso sul tallone e il logo con la fiamma di Hanon sul plantare.

giovedì 16 ottobre 2014

HuGgETS _ fall/winter 2014


NuGgETS è un brand di origine giapponese, confezionato con tessuti e colori naturali, come indaco, bordeaux e beige sabbia, con accenni di grigio melange e bianchi incontaminati. La collezione fall/winter gioca sulla contaminazione e sul contrasto fra differenti influssi; si può trovare la zip da baseball sul capo dal sapore sartoriale, pantaloni classici con tessuti tecnici.

martedì 14 ottobre 2014

Several; _ fall/winter 2014


Graeme Fidler trae ispirazione dalla sub-cultura inglese dare vita a Several; unendo pezzi del guardaroba tradizionale maschile a capi dal sapore contemporaneo.  I capi sono confezionati con tessuti di qualità e lavorazione artigianale e vengono curati nel taglio e nella vestibilità. 

lunedì 13 ottobre 2014

Richard Dupont "SELFIE" _ Eduardo Secci Contemporary


“People have this idea about ‘digital’ that you just press the button and the machine spits something out, which couldn’t be further from the truth”. _ Richard Dupont

La Galleria Eduardo Secci dedica all'artista newyorchese Richard Dupont, una personale dal titolo "Selfie" all'interno dello spazio in via Maggio 51r a Firenze. La prima mostra italiana dell'artista, a cura di Marco Bazzini, non è una semplice auto-riproduzione di se stesso ma una molteplice visione di come l'identità possa evolversi al'interno della società, di come essa possa alterarsi e rispondere al mondo circostante. L'analisi anatomica presentata nelle opere da Richard Dupont si focalizza sulle mani, le quali stimola l'immaginazione e con essa la memoria.
Il lavoro di ricerca di Richard Dupont indaga sul corpo umano, avvalendosi dell'utilizzo della tecnologia quali stampanti 3D, scanner e software in modo tale da manipolare il soggetto che verrà successivamente prodotto in gesso, poliuretano fuso o colata di bronzo. La mostra è visibile fino al 30 dicembre 2014.

giovedì 9 ottobre 2014

Puma x Kasina _ Disc Lux C


Kasina, retail di Seoul, interpreta la silhouette delle Puma Disc. Pelle trapuntata bianca, pellami beige e cammello trasformano la linea della Disc Lux C. Il disc per chiudere la scarpa la rende comoda e funzionale, ma allo stesso tempo ricercata e futuristica.

mercoledì 8 ottobre 2014

memobottle - A4, A5 and letter


 Le idee semplici sono anche quelle più geniali! non c'è dubbio, Memobottle cambia la forma delle classiche bottigliette, ingombranti e scomode da tenere in borsa, dandovi le dimensioni di una lettera e un foglio A4 o A5 ( 1.25L e 750ml). L'idea proveniente dall'Australia ha spopolato su Kickstarter.com.

Camo _ fall/winter 2014


Soffermiamoci sui dettagli, sulla trama dei tessuti, su alcuni punti che compaiono attorno ai capi, per Camo sono elementi centrali, che distinguono questa nuova collezione fall/winter 2014. La scelta dei tessuti melangiati proviene dalla sintetizzazione delle luci delle grandi metropoli ad opera di Stefano Ughetti; un richiamo impercettibile al mondo urbano con cui ci confrontiamo. Vengono scelti tessuti pregiati, sopratutto lane provenienti dal distretto biellese dove Camo ha sede, con cui vengono confezionati i capi di punta della collezione dal sapore consolidato e ricercato. Alcuni pezzi della collezione li trovate online nello store di Camo


lunedì 6 ottobre 2014

Survey Backpack _ Kjøre Project


 Survery è lo zaino lanciato da Kjøre Project che mixa funzionalità e design. Il brand dal sapore scandinavo, ma dal cuore italiano, sceglie pellami premium quality e li unisce a canvas blu, beige e crema dall'effetto lavato, dando vita ad uno zaino essenziale e ricercato. La selezione di backpack si possono trovate nello store online di Kjøre Project.

sabato 4 ottobre 2014

Un Mondo Nuovo _ Ennio Capasa


Il biennio trascorso a Tokyo nel lontano 1983 è il viaggio raccontato da Ennio Capasa nel suo libro. “Un Mondo Nuovo” parla dell’incontro e del lavoro nello studio di Yohji Yamamoto, uno dei geni della moda degli anni Ottanta. Il designer si trova a vivere in un mondo differente in tutte le sue sfaccettature, dagli aspetti materiali come la tecnologia, il cibo e i terremoti agli aspetti culturali quali la gerarchia, la disciplina e i rapporti personali. Quello che Ennio Capasa racconta è il suo viaggio dalla Puglia a Tokyo dove in un primo momento vive ospitato a casa di Fumi, madre di Yohji Yamamoto, per poi trasferirsi poco lontano. I capitoli si susseguono con la narrazione di episodi di vita quotidiana e lavorativa di Ennio Capasa, poco più che ventenne, dove narra i pasti a base di tempura, le serate in discoteca, gli incontri con l’altro sesso, le commissioni lavorative, la scrivania e i bozzetti, la prima sfilata a New York e a Parigi.
Le competenze e le capacità sviluppate nel biennio alla corte di Yamamoto fanno si anche al suo rientro in Italia, nel 1986, Ennio fonda con il fratello Carlo Costume National e, nello stesso anno, presenta la sua prima collezione donna.

Ennio Capasa alla presentazione di “un Mondo Nuovo” presso la Galleria Carla Sozzani introduce con queste parole il suo libro “I viaggi non sono mai solo esteriori, sono un cammino nella crescita che non finisce mai, perché bisogna conservare sempre la capacità di sorprendersi". 

giovedì 2 ottobre 2014

interview with Graziano Folata


Graziano Folata, classi 1982, è un giovane artista italiano che sperimenti e analizza il linguaggio spaziando da pittura a scultura e fotografia. Quella dell'artista è un indagine che coniuga materia, gesto e forma che diventano un unicum attraverso le molteplici forme espressive utilizzate. L'artista inizia il suo viaggio da oggetti d'uso comune che vengono rielaborati attraverso un processo dove essi cambiano il proprio significato, cambiandone il punto di vista con un approccio multiforme. Questo processo artistico ci porta in uno spazio filosofico e culturale dove Graziano Folata si ricava il proprio spazio. L'artista ha da poco terminato la sua personale presso ma galleria Massimodeluca dove ha presentato una serie di opere inedite, ho raggiunto l'artista per una breve intervista.


Chi è Graziano Folata? qual'è il percorso che l'ha portata a diventare artista?

Credo che occorra intrattenere una relazione espressiva con il mondo, questa relazione tanto è più alta e quindi artistica, quanto è manifestazione  poeticamente sensibile. Di  certo bisogna aver la fortuna di cogliere l’importanza di questa relazione fin dai primi segni che un individuo traccia, probabilmente accorgersi della bellezza del colore, del fascino della linea, della potenza dell’invenzione visiva; tutto questo ora nei termini di un pensiero articolato, ma da bambino o da ragazzo ciò può essere un’impressione rapida e fugace, probabilmente coglierla in maniera intuitiva e farla propria è una delle chiavi possibili che danno inizio allo stupore, alla ricerca, agli studi, alle aspirazioni di crescita e queste si formano e si organizzano a contatto con la diversità dei vari ambiti specifici e professionali con i quali si è entrati in contatto nel corso di questo percorso.

Le tue opere indagano la materia, le sue forme e relazioni. Come avviene questo processo?

Probabilmente avviene perché le cose hanno una specie di aderenza segreta tra di loro, essere attenti e tentare ogni volta di riconoscerla, di metterla in evidenza, e poi  separare i fenomeni e maneggiarli fino a renderli atti artistici,  nella speranza che possano illuminare di volta in volta le zone improbabili o impensate della sensibilità.

Troviamo utilizzate espressioni differenti, un mix di gesto e forma, attraverso un linguaggio che unisce fotografia, scultura e media. Come sceglie la forma espressiva? cosa significa per te?

Ogni volta i fenomeni devono vivere all’interno della forma delle loro manifestazioni e queste ritengo debbano prodursi naturalmente e darsi con senso, non è una questione di confezione, è una questione di habitat dell’ immagine. Le immagini vive, danno luogo a nuove immagini vitali da parte dell’ altro.

Vorrei che mi parlassi della tua persona, la mostra dal titolo "la pelle delle tigre", preso la galleria Massimodeluca. Cosa rappresenta per te? che opere erano presenti?

Il titolo in sé traeva ragione da un opera: una foto analogica di un mandala di spezie colorate che avevo composto su un piatto d’argento, curry, pepe nero, paprika e altre polveri che disegnavano appunto un manto tigrato.
“La pelle della Tigre” come mostra invece, rappresenta la perorazione dell’immagine, un po’ come le macchie e il disegno sul pelo della tigre che si riproducono e si alternano senza mai ripetersi; ogni macchia, come ogni opera può esser presa singolarmente in quanto forma, e in quel disegno, può per esempio, esserci scritto un destino come raccontava Borges, ma anche “avere la tigre” in oriente significa: essere padrone del proprio futuro e governarlo, senza delegarlo a nessun altro, ho tentato, cercando d’inventare nuove forme, di dirigermi verso una nuova coscienza di senso, spero ovviamente di esser riuscito a esprimerla anche a chi ha potuto osservare la mostra o fare esperienza delle mie strutture estetiche.
Per quanto riguarda le opere nella fattispecie rimando per chi volesse a vederle, al sito della Galleria Massimodeluca.

Mi può anticipare brevemente qualche progetto futuro? 

Sto lavorando su nuove “articolazioni poetiche” da affinare ed evolvere presto, ma mi riservo di dichiarare ancora in quali occasioni :)

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