mercoledì 16 aprile 2014

OnandOn wear _ spring/summer 2014


OnandOn si ispira ai ragazzi con le tavole da skate, agli anni 80-90, con un sottofondo musicale ritmato. Silvia Di Grazia, designer del brand, disegna uno streetwear italiano, elegante e dettagliato. La collezione spring/summer 2014 utilizza texture stile Memphis e fantasie a zigzag con materiali pregiati e insoliti per lo stile skater-street. I capi uomo e donna si concentrano su pochi pezzi selezionati, curati nei dettagli e nella vestibilità.

lunedì 14 aprile 2014

Interview with L'Avvocato Fu*turista per il Gruppo Fu*turista





Pechè Fu*Turismo? quali sono le caratteristiche del movimento? 

In un momento storico di epocale crisi di identità per l'uomo, in cui anche l'arte sembrava non aver più nulla da dire nel clima di plastica che stava ormai soffocando l'inizio del terzo millennio, irrompe il Fu*turismo, una retro-avanguardia per dire basta al commercio delle idee. Bisogna smetterla di far passare il messaggio che tutto è in vendita e che tutto si può comprare L'unico futuro possibile è fare chiarezza sul passato per disvelare gli inganni del presente. Ma per fare questo bisogna recuperare la capacità di sturpirsi con gli occhi del turista... che non vuole farsi ingannare sulla qualità più che sul prezzo.

A questo manifesto hanno aderito quattro artisti. IUCU, il fondatore, Lele Picà, nella fase iniziale, e successivamente Alessandro D'Aquila e Giammatteo Rona (L'Avvocato Fu*turista). Cosa contraddistingue ogni artista e come mai la scelta di lanciare e di sposare questo movimento? 

Ho aderito perché solo l'arte e la cultura ti consentono di dire e fare cose che purtroppo da decenni sono precluse in qualsiasi realtà "istituzionale", ormai al servizio solo di impuniti, irresponsabili e parassiti. Quella che stiamo vivendo non è una recessione economica, ma culturale. Bisogna ripartire dalla cultura, non dall'economia, bisogna rieducare le persone se vogliamo rilanciare il Paese. Non c'è un standard stilistico per essere un Fu*turista. Noi abbiamo infatti stili radicalmente diversi. La mia è la voce critica, quella di Alessandro D'Aquila è la voce estetica/analitica, quella di Lele Picà romantica e quella di Iucu visionaria. Tra noi però si è creato subito un equilibrio: per ripartire, del resto, dobbiamo osservare il mondo (Lele Picà) condannando spietatamente le sue brutture (L'Avvocato Fu*turista) e bisogna recuperare l'essenziale (Alessandro D'Aquila) con una visione lucida di quale futuro vogliamo oggi (IUCU). 

Oggi 14/04/2014 il manifesto compie due anni, un traguardo importante. Cosa significa? come ha interagito con il mondo dell'arte? 

Esserci o non esserci dipende solo da noi. È l'arte a guardarci... 

Avete lanciato uno spazio Fu*Turista nella Libreria Mondadori a Pavia, che ruolo svolge questo spazio? e qual'è a sua caratteristica? 

Promuoviamo le avanguardie che non riescono a trovare uno spazio di esistenza senza piegare il ginocchio davanti a padrini e padroni. Ridiamo dignità agli artisti, che nulla devono, se non essere ciò che fanno.

A due anni dalla nascita del manifesto, se dovesse fare un bilancio su ciò che avete creato e avete raggiunto, cosa scegliereste? Avete tenuto una performance dentro la Biennale d'Arte di Venezia, esposto a Milano, Firenze Roma e in molti altre posti con collettive. 

Non abbiamo raggiunto nulla, in realtà, e forse manco vogliamo raggiungere nulla... Lo scopo ha una matrice borghese come il successo... per fortuna sono valori che non mi appartengono. Il Fu*turismo é un punto di incontro fra artisti, il crocevia da cui l'arte è costretta a passare al cospetto della Storia. Noi Fu*turista in fondo siamo moderni cantastorie , molliamo tutto per girare le piazze e comunicare agli altri ciò che sentiamo, per emozionarci e per emozionare, con l'indomita capacità di chi ancora è in grado di stupirsi e quindi di amare.

giovedì 10 aprile 2014

UntitleDV _ (T)Shirt


(T)Shirt è l'evoluzione del mio progetto/capsule collection d'abbigliamento. Partendo dalla classica t-shirt con taschino e fazzoletto, mi sono fermato a metà strada fra essa e una camicia. Nasce così un prodotto artigianalmente con metà tessuto in cotone jersey e metà tessuto di camicia, quest'ultimo viene ripreso per la pochette a scomparsa del taschino. Il grigio dialoga con righe gialle, azzurre e blu o tessuti monocromo in azzurro e oxford grigio. Alcuni pezzi li trovate online su Superfly Deluxe e Big-One.

mercoledì 9 aprile 2014

Sidian, Ersatz & Vanes _ spring/summer 2014


Sidian, Ersatz & Vanes coniuga visioni differenti e le traduce in un unico output. La natura, casuale e spontanea si interfaccia con l'intervento umano, geometrico e strutturato, da questo binomio nascono una serie di capi con texture che risentono delle differenti influenze in contrasto con la basicità dei capi. Sidian, Ersatz & Vanes è un nuovo brand ricercato che mescola sapientemente influenze differenti dando vita ad un tradeoff interessante.

lunedì 7 aprile 2014

Interview with Emilio Isgrò



Emilio Isgrò (classe 1937, provincia di Messina ) è noto come l'artista della "cancellatura", è anche scrittore, giornalista, poeta e saggista italiano. Sono gli anni sessanta, Emilio Isgrò attraverso il suo linguaggio, fatto di parole cancellate, inizia a sperimentare e a produrre opere d'arte. Grazie al suo lavoro si trasferisce a Milano, ma fra il 1960 – 1967 si reca a Venezia chiamato dal Gazzettino per curarne le pagine culturali. Il soggiorno veneziano come giornalista gli permette di avvicinarsi, conosce e frequenta Aldo Palazzeschi, Eugenio Montale, i Emilio Vedova, Virgilio Guidi, Giuseppe Santomaso, Ezra Pound e la giovane Peggy Guggenheim. Nel 1964 realizza la prima cancellatura dichiarando atttraverso scritti e saggi che “la parola è morta", da qui le prime mostre e la sua consacrazione artistica. Ringrazio il maestro per avermi concesso quest'intervista davvero interessante.



Gentile Maestro Isgrò, facendo un salto indietro nel tempo, quando il percorso l'ha portata ad essere artista? Lei inizia come giornalista, l'arte arriva successivamente. Com'è avvenuto?

Più che come giornalista, ho cominciato come poeta. Ho iniziato con un mio libro di poesie pubblicato da Arturo Schwarz, mio futuro primo mercante.
Il salto è avvenuto come avvenivano i salti al tempo delle avanguardie: il desiderio di non lasciare le sedie sempre allo stesso posto. Così io, che partivo dalla scrittura letteraria, a un certo punto mi sono domandato se la poesia dovesse essere l’arte della parola, così come i musicisti si erano chiesti legittimamente se la musica dovesse essere veramente l’arte dei suoni. E in quell’ottica di rinnovamento, innescata dalle avanguardie, mi sono permesso, con baldanza giovanile, di definire la poesia non più un’arte della parola, come avevano fatto i poeti concreti, ma un’arte generale del segno. Da qui è venuta la mia poesia visiva e successivamente l'arte concettuale.

La "cancellatura" è sinonimo dei suoi lavori, cosa significa per Lei? Come sceglie i testi su cui intervenire?

A volte li scelgo dopo una lunga riflessione oppure per caso. A volte mi vengono commissionati da altri o consigliati, ma in effetti non cambia nulla.
A volte sono il frutto di una necessità interiore: è chiaro che se voglio parlare della vecchiaia scelgo il De Senectute di Seneca, mentre per la gioventù Il giovane Holden, o qualcosa del genere.

In un periodo della sua vita ha vissuto a Venezia: cosa le ha lasciato la città lagunare? Nel suo soggiorno incontrò Peggy Guggenheim: cosa ricorda dei suoi incontri con lei? 

La città di Venezia sembra apparentemente avermi lasciato poco, ma così non è. Colgo solo adesso la sua formidabile eredità. Vivevo lì, ma frequentavo Andrea Zanzotto e i grandi intellettuali veneti di quel periodo e gli artisti veneziani, tra i quali il musicista Luigi Nono e l’artista Emilio Vedova. A vent’anni cercavo di fare qualcosa che andasse di là della loro idea di avanguardia, ma la mia reattività era certamente dovuta alla loro presenza. Imparai molto.
Di Peggy Guggenheim, che mi chiese un’intervista da curatore delle pagine culturali del Gazzettino, ho un ricordo di una signora americana estremamente sicura di sé, per non usare un aggettivo più secco che non sarebbe appropriato per una donna che tanti meriti ha acquisito come collezionista.

In alcune sue opere troviamo invasioni di formiche che creano immagini e si interfacciano con le parole. Che significato hanno e cosa rappresentano?

Le formiche sono delle cancellature mobili, poiché coprono la scrittura e la rendono illeggibile. E sono, inoltre, un elemento di naturalità che va ad affiancarsi alla cultura. Se c’è una cosa che mi ha sempre turbato del mio lavoro e anche di quello di altri artisti concettuali è il rischio di gelo e sterilità. Un elemento di naturalità e di possibilità di apertura, come quello che dànno le api e le formiche, a me ha da sempre giovato.

Se dovesse scegliere un’opera che contraddistingue il suo lavoro, quale sceglierebbe?


Tutte.

venerdì 4 aprile 2014

SPRZ NY _ Uniqlo + MoMa


Dalla collaborazione fra il MOMA e Uniqlo nascono una serie di t-shirt commemorative dedicate ad artisti del Andy Warhol, Jackson Pollok, Sarah Morris, Keith Haring ed altri. Le t-shirt special edition ripropongono le opere d'arte come un viaggio all'interno della POP art, collocandosi a metà strada fra il souvenir da museo e la t-shirt con grafica classica. Queste ed altre t-shirt sono disponibili nello shop online di Uniqlo che di qualche mese spedisce anche in Italia.

mercoledì 2 aprile 2014

Sculpture by the sea


Non solo sculture di sabbia, ma vere e proprie opere d'arte sono state installate a  Cottesloe a Perth, nell’Australia Occidentale per la decima di edizione di Sculpture by the sea. L'evento conta 70 artisti partecipanti provenienti da dodici paesi diversi, tra cui Giappone, Argentina, Portogallo e Italia. Un progetto che coniuga spazi pubblici ed arte con l'obiettivo di rivalutare i posti e il turismo nei periodo di minor affluenza.

lunedì 31 marzo 2014

Roba Di Sangue _ spring/summer 2014



Grottaglia, in provincia di Taranto, è un piccolo paesino, li si trova StudioCromie un luogo che si occupa di stampare opere per artisti nazionali e internazionali, da cui nasce questa collezione. Nuove proposte grafiche, oltre alle classiche piastrelle colorate, anche piante, chiodi e bulloni, il tutto all'insegno del colore. Le serigrafie sono artigianali, strato su strato di colore nascono le grafiche ad opera della anualità dello stampatore. Su Roba di Sangue trovate l'intera collezione.

domenica 30 marzo 2014

Peter Non _ spring/summer 2014


8 è il numero attorno al quale la collezione spring/summer 2014 di Peter Non ruota. 8 come il numero atomico dell’ossigeno, ∞ come infinito, 8 sono le strade che portano all’illuminazione, 8 sono i minuti che impiega la luce del sole a raggiungere la terra, 8 sono gli immortali che sconfiggono il Re Drago, 8 sono le manifestazioni della natura. Tutti questi significati rielaborati ad uno ad uno si trasformano in calzature. La ricerca sui materiali porta Peter Non a sperimentare pelli scavate o stampate con pattern geometrici, ma anche paglie intrecciate. Dalla partnership nella ricerca e sperimentazione nascono nuovi tessuti con la designer italiana di home-textile Renata Bonfanti, lavorati in telai manuali prodotti ad hoc. Il denim cimosato firmato Candiani si presta ad essere ridotto in strisce e poi ricomposto in sovrapposizione alternando 8 righe di denim e una riga di cimosa. Peter Non si focalizza su calzature aperte unisex, ma anche su una serie di nuovi modelli dalle forme geometriche per donna. Nello shop online è disponibile una selezione di modelli come  mission , lowrider, one e  ∞. 

venerdì 28 marzo 2014

1st Pat-Rn _ spring/summer 2014


1st Pat.-Rn è una storia italiana di successo, una scommessa vinta con tenacia e con perseveranza. Il paradosso contemporaneità-tradizione contraddistingue la "Fabbricazione Italiana" e i processi artigianali.  Partendo da capi militari e civili d'archivio, il designer ne reinterpreta la vestibilità, lasciando i dettagli come alla origini. La collezione, che oggi presenta alcuni pezzi dedicati alla donna, è all'insegna della semplicità con tre soli colori, nonostante la sofisticatezza e maestria nella costruzione di ogni singolo pezzo.
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