mercoledì 18 luglio 2018

A BOOK ABOUT HANDS

Michela Brondi dalla sua bacheca pinterest con oltre 700 immagini, raccolte negli anni, raffiguranti mani ha deciso di farle diventare un libro. Dopo aver contattato i numerosi artisti e aver ottenuto il loro consenso, il progetto ha preso forma ed è pronto per essere stampato in 500 copie grazie al supporto di chi vorrà aderire al crowdfunding su Eleppa. A Book about Hands raccoglie 47 artisti internazionali e altrettante immagini pronte per essere sfogliate.

lunedì 16 luglio 2018

Red Ear by Paul Smith _ designed and made in Japan

 Red Ear è la capsule collection disegnata da Paul Smith ispirata al mondo workwear. I capi vengono in Giappone con tessuti locali, in particolare cimosati meccanici. La collezione spring/summer 2018 è caratterizzata da lavaggi in capo, effetti used e toppe a contrasto. E' disponibile nello shop online di Paul Smith.

venerdì 13 luglio 2018

Interview with Chiara Dal Maso

Chiara Dal Maso, classe 1989, è un illustratrice e graphic designer italiana i cui lavori sono caratterizzati dal colore e da un tratto vivo. Ha collaborato con differenti realtà come MiAmi Festival, AMA Music Festival, PELO Magazine e Moodboard Magazine; Everyday Distraction è il suo progetto che raccoglie disegni della vita ordinaria attraverso trovando l'ispirazione di quello che la circonda. Di seguito l'intervista con Chiara.


Chi è Chiara Dal Maso e qual'è il percorso che ti ha portato a diventare illustratrice?
Sono una che è cresciuta in un paese di provincia che conta sì e no 5000 abitanti. Mi è stato sempre stretto stretto. Ancora adesso, anni dopo essermene andata, continuo a portarmi dietro un accento che mi localizza immediatamente da quelle parti. Se prima la cosa mi infastidiva ora sono grata di essere cresciuta in un posto che mi costringeva a confrontarmi con tutti gli strati di quella micro società, banalmente entrando nell’unico bar presente nella piazza. Mi ha fatto provare un grande desiderio di espansione. Abitavo con la mia famiglia in campagna e osservavo mia madre dipingere. Crescendo mi sono iscritta all’istituto d’arte e poi alla scuola di design. Ho avuto la fortunata possibilità di viaggiare molto, da un po’ di anni vivo a Milano dove lavoro come graphic designer e sono ritornata a disegnare per passione.

Sperimenti differenti tecniche nell'illustrazione ma prediligi il disegno con i pennarelli che caratterizza il tuo stile, un tratto colorato e semplice da cui nascono i tuoi lavori. Cosa contraddistingue il tuo lavoro?
A livello comunicativo il mio lavoro è permeato di esperienze personali, ma ambisce a connettersi empaticamente con gli altri. Non sono interessata a comunicare ad un’élite esclusiva, ma non intendo nemmeno cedere a estetismi scontati. Questo, al di là degli stilemi usati, credo sia uno dei tratti distintivi di ciò che faccio.

mercoledì 11 luglio 2018

Tretorn + Oipolloi _ Bio jacket

La Bio jacket sviluppata da Tretorn e Oipolloi è un capo versatile adatto all'utilizzo urbano, dal design pulito ed essenziale; 100% biodegradabile, compresa la zip, non presenta etichette interne ma esse sono stampate nel capo. Disponibile in due colori con cappuccio si trova in esclusiva nello store del retail inglese.

giovedì 5 luglio 2018

City Guide Lines _ Il nuovo sistema di navigazione urbanelitare di Freitag

Ai viaggiatori servono non solo borse e abiti, ma anche informazioni utili per orientarsi nelle sconosciute giungle cittadine. Questa l'idea di City Guide Lines sviluppata da Freitag che ha coinvolto le persone che vivono le città per raccogliere consigli e indicazioni. Berlino, Milano, Vienna e Zurigo sono le prime città mappate grazie all'aiuto di guide d'eccezione come la milanese decana del design Rossana Orlandi, l’artista, grafico e professore berlinese Eike König, il salvatore della fotografia analogica, il viennese Florian Kaps, e il designer zurighese Kevin Fries. Il progetto punta a diventare un guida sulle principali città mondiali non convenzionale, un viaggio alla scoperta di posti nascosti e ricercati.




martedì 3 luglio 2018

Karhu Fusion 2.0 "OG"

Karhu rilancia il modello Fusion, disegnato nel 1996, in versione 2.0 "OG". La sneakers presenta una parte in lycra stampata in verde che viene coniugata alla pelle bianca dandovi un gusto retrò. La scatola ripropone la grafica geometrica fedele alla versione TIC 1996 al cui interno si trova un telo-mare con la stampa Coronna progettato da Aini Vaari  per Finlayson. Il box è disponibile nello shop online del brand.

sabato 30 giugno 2018

Manifesta 12 _ Report from Palermo


Manifesta per la sua dodicesima edizione è stata ospitata da Palermo, un occasione per scoprire i progetti sviluppati per la biennale europea nomade e i numerosi luoghi coinvolti della città fra le sedi ufficiali, i progetti 5x5x5 e i collaterali. Il giardino planetario. Coltivare la coesistenza è il tema scelto dai curatori Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli e Mirjam Varadinis, come un dialogo fra la città e la manifestazione sul ruolo storico-sociale.
Il Teatro Garibaldi è il fulcro di quest'edizione, luogo per incontri, workshop e proiezioni fino alla chiusura della biennale; da qui inizia la mia selezione dei progetti e delle sedi che più mi sono piaciute. Nelle vicinanza del teatro si trova l'installazione della performance Palermo Procession di Marinella Senatore messa in scena durante i giorni del vernissage. Da qui spostatevi all'orto botanico che ospita i lavori di Michael Wang, Malin Franzen e Alberto Baraya con il suo erbario di piante artificiali, l'associazione Radiceterna presenta una biblioteca dedicata al tema con un opera video di Allora&Calzadilla; nella vicinanze si trova il Palazzo Forcella De Seta messo in sicurezza e aperto per l'occasione che espone l'opera di Patricia Kaersenhout con il progetto The soul of salt, Erkan Ozgen e Forensic Oceanography con delle video installazioni relative all'immigrazione e le tratte mediterranee. Palazzo Butera, sito in restauro e riqualificazione, al primo piano si presenta l'opera di Fallen Fruit sul commercio internazionale e la contaminazione sociale attraverso le differenti varietà di frutti oltre al video di Melanie Bonajo che mette in luce l'alienazione della popolazione occidentale. Da qui si può passare all'oratorio di San Lorenzo con l'audio della performance di Nora Turato e al Giardino del Giusti. Lungo via Maqueda si incontra il lavoro di Yuri Ancarani per poi arrivare ai Quattro Canti con l'installazione-performance TUTTO di Matilde Cassani, un interazione culturale del barocco contemporaneo siciliano caratterizzato dalla contaminazione culturale. Al vicino Palazzo Costantino si trovano gli scatti di Roberto Collavò sulla costa a sud di Palermo e il progetto dei Masbedo, un indagine sociale sulla Palermo contemporanea. Per terminare a Palazzo Ajutamicristo vi sono  le opere di Filippo Minelli, James Bridle e The Peng! collective con Call a Spy.
L'interazione fra la città e Manifesta porta sapientemente il visitatore alla scoperta di luoghi spesso non accessibili e chiusi di Palermo attraverso le vie del centro storico. Facile è rimanere colpiti dalle sedi della biennale come Santa Maria dello Spasimo e l'Oratorio di San Lorenzo, o per chi ha avuto l'occasione di vedere l'opera dei Masbedo all'archivio di Stato, rimasta aperta solo pochi giorni durante il vernissage. Per gli appassionati d'arte come il sottoscritto è un evento da non perdere, rimarrà aperto fino al 4 novembre 2018, interessanti sono gli artisti e i progetti sviluppati ad hoc, mentre per chi ancora non fosse convinto di andarci ve la consiglio! oltre all'arte contemporanea che ha invaso la città, Palermo offre arancini e cannoli deliziosi, per quest'ultimi consiglio quella delle monache di clausura del convento di Santa Caterina.

venerdì 29 giugno 2018

Le Mont Saint Michel x Mr. Porter

Le Mont Saint Michel crea una capsule collection per Mr. Porter reinterpretando la classica giacca workwear francese. Il brand disegnato da Alexandre Milan, alla quarta generazione della manifattura tessile Breton, trae ispirazione per le collezione dall'archivio storico dell'azienda. I capi in esclusiva per Mr. Porter sono caratterizzati da una nota importante di colore in tessuti tintocapo.

mercoledì 27 giugno 2018

Interview with Diego Marcon




Diego Marcon è artista italiano classe 1985. I suoi lavori sono caratterizzati da un racconto verosimile, un viaggio attraverso le sue animazioni che richiamano e mescolano ricordi e immaginazione. Dai collettivo al personale i progetti portano lo spettatore a relazionarsi con essi e ad immedesimarsi, una riflessione sottile che immortala un momento. Diego Marcon è fra i finalisti del premio Bulgari al MAXXI, dove si trova in mostra con l'opera Ludwing.


Chi è Diego Marcon e qual'è il percorso che ti ha portato a diventare artista?
 Quando ero piccolo, mia madre era iscritta all'EuroClub e aveva ricevuto per posta un libro sulla pittura moderna. Quando sfogliando il grosso volume ho visto per la prima volta Le d'jeuner sur l'herbe di Manet ho provato un gran turbamento. E da quel momento che ho iniziato a pensare di voler fare arte. 

 Nel tuo processo creativo utilizzi il video e il film, anche attraverso la creazione di personaggi digitali nelle tue narrazioni, come avviene questo processo?
I due lavori in cui ho utilizzato l'animazione CGI sono Monelle (2017) e Ludwig (2018). Il primo è un film girato in 35mm su cui sono stati inseriti i personaggi sviluppati in digitale, mentre il secondo è il primo lavoro interamente realizzato in 3D. L'approccio al CGI è stato quindi graduale. In qualche modo il CGI è apparso nella mia ricerca dal buio stesso che caratterizza gran parte di Monelle. 

Tra i tuoi lavori ho notato SPOOL, un progetto articolato in differenti capitoli, in cosa consiste? cosa lo caratterizza e come si colloca nella tua ricerca artistica? 
SPOOL è uno dei miei primi lavori e consiste nel recupero, nell'analisi e nella ri-strutturazione di archivi video di film di famiglia. Il progetto, iniziato nel 2007 e ancora in corso, conta al momento sette video, ognuno è autonomo e indipendente dall'altro. Nella sua totalità, SPOOL è un progetto che riflette sulle modalità di auto rappresentazione del sè nel momento in cui le tecnologie video, per prime, hanno permesso a un numero sempre maggiore di persone di realizzare e condividere le proprie riprese-ricordo, modificando in maniera sostanziale i paradigmi del film di famiglia attraverso le novità tecnologiche introdotte dai nuovi formati video, che nelle produzioni amatoriali hanno sostituito molto velocemente quelli analogici.

martedì 26 giugno 2018

Maison Kitsunè & TOILETPAPER _ capsule collection

 Maison Kitsunè collabora con TOILETPAPER per una capsule collection unisex caratterizzata dalle immagini del duo artistico. Le immagini rappresentative scattate da Pierpaolo Ferrari e Maurizio Cattelan diventano i soggetti di t-shirt e felpe del brand nipponico-francese. La capsule collection sarà disponibile online su Kitsune.fr.

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