mercoledì 17 aprile 2019

HARU _ stuck-on design

 Haru propone un nuovo modo per decorare gli interni con un concept essenziale e rivoluzionario ovvero utilizzando nastri adesivi dalle molteplici trame, colorazioni e dimensioni pensate per realizzare composizioni, rivestimenti, decorazioni. HARU è facilmente removibile e sostituibile, caratteristica senza però intaccare il prodotto. Le famiglie di materiali impiegati dall'azienda nipponica sono tre: washi tape – carta giapponese dalla finitura opaca e soffice al tatto; la PET tape – lucida e resistente, adatta persino per i pavimenti delle palestre; OPP tape – che unisce la carta washi con un film trasparente per realizzare pattern geometrici dalle molteplici combinazioni. Un progetto che rivoluziona l'utilizzo dei classici nastri adesivi dandovi un nuovo corso.


domenica 14 aprile 2019

Plastic Paper Book _ every day design

 Plastic Paper è una raccolta di scatti di borse di plastica che si possono trovare a New York e dintorni, una ricerca sull "every day design" che caratterizza le nostre vite ma allo stesso tempo una sensibilizzazione sul tema dell'utilizzo e riciclo della plastica. Il progetto di Sho Shibuya è acquistabile direttamente nel sito assieme ad una serie di limited edition.

mercoledì 10 aprile 2019

A.B.C.L. _ spring/summer 2019


La collezione spring/summer 2019 di A.B.C.L è caratterizzata dall'utilizzo di tessuti giapponesi e volumi bilanciati. Gli outfit essenziali sono arricchiti da dettagli ricercati e funzionali, i pantaloni carrot presentano una vita più alta. La collezione è acquistabile nello store online del brand qui.

lunedì 8 aprile 2019

ARKET and apartamento _ Capsule collection

ARKET collabora con il magazine apartamento per una capsule collection "Cotton GSM - Program". 150, 170, 220 e 340 sono i pesi del cotone dei capi illustrati dall'artista Martin Fengel. Tre t-shirt e una felpa compongono questa capsule disponibile su Arket.comhttps://www.arket.com/en_eur/c/apartamento.html.

venerdì 5 aprile 2019

Rowing Blazers Teases BEAMS _ capsule collection

Beams presenta una capsule collection con Rowing Blazers, interpretandosi ai club americani. Gli outfit composti da polo rugby, chino e t-shirt sono caratterizzati da colori accesi e a completare il look vengono presentate una serie di scarpe in collaborazione con Sperry.

mercoledì 3 aprile 2019

And Wander _ spring/summer 2019

 And Wander mescola l'outdoor tecnico al casual urbano, dove i volumi sono confortevoli e pratici. La collezione spring/summer 2019 è caratterizzata da tessuti tecnici proposti in toni accesi pensati per l'ultilizzo in mobilità. Il brand giapponese riflette sul ruolo dell'abbigliamento d'oggi, coniugando funzionalità, praticità ed estetica.

lunedì 1 aprile 2019

Luogo e segni _ Pinault Collection _ Punta della Dogana

Punta della Dogana presenta la collettiva Luogo e Segni curata da Martin Bethenod e Mouna Mekouar che ripercorrono una serie di opere che hanno caratterizzato la storia dello spazio espositivo dal 2009 mettendole in relazioni con nuovi lavori. Da Louise Bourgeois a Felix Gonzalez-Torres, Roni Horn, Philippe Parreno, Rudolf Stingel, Sturtevant e Wu Tsang per citare solo alcuni nomi esposti. La tenda di Felix Gonzalez-Torres accoglie il visitatore, mentre il cubo di Tadao Ando accoglie le opere di Roni Horn dalle differenti tonalità di azzurro che riflettono la luce di Venezia, per arrivare alla tenda di Wu Tsang nell'ultima sala dello spazio espositivo. La collettiva è un dialogo fra le opere della collezione Pinault allarga il raggio inserendo anche gli artisti che hanno partecipato alle residenze promosse dalla fondazione come ovvero Melissa Dubbin e Aaron S. Davidson, Edith Dekyndt, Lucas Arruda e Hicham Berrada.

martedì 26 marzo 2019

Horses _ Agostino Iacurci Edition Scarf x Dueostudio

Dueostudio presenta un foulard in edizione limitata di 25 esemplari disegnato da Agostino Iacurci. La grafica Horse dai colori vivaci presenta un composizione che prende forma da un'illustrazione che diventa patter su seta creando un oggetto unico e ricercato.

domenica 24 marzo 2019

Interview with Francesco Zanatta



Francesco Zanatta è pittore italiano, classe 1989, che vive e lavora a Venezia. La sua ricerca artistica è contraddistinta dal tratto e da colore da cui prendono forma le sue narrazioni dal sapore confuso-evanescente. Un itinerario narrativo che apre a differenti letture mentre ci si avvicina ai quadri e si colgono numerosi dettagli e situazioni attraverso le pennellate. Di seguito l'intervista a Francesco riguardo i suoi ultimi progetti.


Chi è Francesco Zanatta e qual è il percorso che ti ha portato a diventare artista?
Vengo dalla campagna veneta e sono nato in una famiglia di origini contadine. L’educazione ricevuta dai miei nonni ha lasciato in me un segno indelebile. Da piccolo andavo nei campi col mio nonno paterno, o a volte lo aiutavo nella vendemmia. Lui suonava la tromba e cantava nel coro del paese. Così già alle elementari ho iniziato a prendere lezioni di musica. Forse l’incontro più sconvolgente con l’Arte sono stati gli ascolti musicali che facevo da bambino: Čajkovskij, le suite di Bach per violoncello e Mozart.
La pittura è arrivata molto dopo. Da adolescente disegnavo di frequente, ma volevo fare il violoncellista: studiavo al conservatorio e suonavo in un’orchestra. Dopo il liceo, a Venezia ho incontrato il mio prof di pittura, Carlo Di Raco, e un atelier dove ho potuto concentrarmi con più libertà nella costruzione di una ricerca artistica personale. Il tempo speso nell’atelier F e il lavoro a fianco ad altri giovani artisti mi hanno condotto fin qui.

Il tuo processo creativo è caratterizzato da realtà e immaginazione, una fusione non definita che apre ad infinite narrazioni. Mi puoi spiegare in cosa consiste? 
Uso il disegno e la pittura per comprendere e rivoluzionare di continuo il mio legame col reale. Il disegno non è mai pura immaginazione o pura aderenza alla realtà; è uno scambio di forze, come un’equazione da bilanciare tra me e ciò che mi circonda. Lavoro sugli stimoli che animano il processo del disegno quotidiano, sul momento di fragilità che intercorre tra il turbinio di osservazioni che il mio sguardo assimila in ogni istante e la matita che si posa sul foglio per scegliere e quindi reinventare tali stimoli. In effetti, gli attimi sono importanti mentre lavoro: questo scambio di cui parlo è ritmico e per questo devo molto alla mia formazione musicale. Sono momenti fragili perché la mente converge le sue energie in modo da intravedere molteplici possibilità e la mano deve scegliere quella giusta. La mente deve “fidarsi” dell’azione profetica della mano.

All'interno dei tuoi quadri gli oggetti prendono una nuova forma/funzione, diventano il mezzo da cui nasce la narrazione. Come li scegli e come trai spunto da essi?
Ciò che rappresento fa parte di un repertorio di scoperte principalmente avvenute sulla carta o sulla tela. Ad esempio, l’insistenza su paesaggi residuali, detriti e architetture logorate è un aspetto poetico sviluppato in parte grazie ad una lenta e progressiva scoperta di superfici pittoriche che richiamavano in me quell'immaginario.
Questo processo mi ha portato nel 2016 a realizzare un progetto presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, dove mi era stato assegnato uno studio per un anno. Ho lavorato sulla relazione tra cammino e invenzione pittorica. O meglio su come la pittura influenzi la capacità di osservazione. Ho scelto di percorrere a piedi dei luoghi precisi della laguna veneziana e della campagna veneta per approfondire con essi un legame più diretto e radicato. Nei miei itinerari mi fermavo a disegnare e a fotografare, così queste tracce, unite al ricordo vivido e fisico dell’esperienza, sono state la materia prima su cui ho costruito un corpo di quadri.
Ad esempio, nel novembre 2016 ho partecipato al Premio Stonefly e in quei giorni cadeva il 50^ anniversario dell’”Acquagranda”, l’acqua alta eccezionale che nel 1966 quasi spazzò via Venezia. Ho portato il quadro In Defense of the Wind, un lavoro di 250 x 550 cm che si confronta con Venezia e l’acqua alta del ’66. Il materiale di partenza sono state foto d’archivio e foto scattate di persona durante un cammino che ho svolto al Lido e ai Murazzi, dove la mareggiata fu disastrosa e quasi penetrò la città.
Il lavoro mi ha reso consapevole, forse per la prima volta, della forza che ha la pittura nel costruire veri e propri mondi. Con la sua mole questa grande immagine risulta quasi come un pianeta o un grande ecosistema misterioso i cui toni acidi accrescono la drammaticità e i movimenti sinuosi delle superfici conducono lo sguardo in un viaggio onirico. Ogni suo elemento narrativo, pur avendo una precisa connotazione, si apre a molteplici chiavi di lettura. Per esempio, nel mio itinerario ho fotografato moltissimi tipi di alghe, rami secchi, arbusti e canneti che poi ho ridisegnato e fuso insieme per costruire la vegetazione nella parte centrale; oppure ho studiato e poi dipinto alcune asperità trovate in tronchi abbandonati nelle spiagge. Ne ricordo uno in particolare: era stato eroso dalla salsedine e, uno dei suoi lati, carbonizzato dal fuoco di un falò.


giovedì 21 marzo 2019

Rob Pruitt x Yoox _ Moving from Canada

Migration Moving Blanket, 2018, è il progetto di Rob Pruitt, creato in esclusiva per YOOX, che affronta la complessa questione delle migrazioni intese come fenomeno sia naturale che sociale. Un pick-up ha percorso 400 miglia, distanza che separa New York dal confine con il Canada, simulando un trasloco, attraverso un viaggio metafora della migrazione. Le coperte serigrafate dall'artista, per un totale di 40 esemplari, con una serie di oche danno vita a pattern geometrici sono opere uniche, come unica è la storia di ogni migrante. Le coperte firmate da Rob Pruitt sono disponibile su Yoox.com nella sezione Art.

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