mercoledì 26 febbraio 2020

Dockers _ Smart 360 Flex

 Dockers reinterpreta i classici pantaloni dal fit regular presentandoli in tessuto smart 360 Flex™. Il tessuto stretch quadrielastico, già presente nella collezione del brand americano per le giacche e le polo, diventa la base per i nuovi modelli trasversali adatti ad ogni stagione e ogni occasione.

lunedì 24 febbraio 2020

ToiletMartin PaperParr _ the book

ToiletMartin PaperParr racchiude le immagini nate dalla collaborazione fra Maurizio Cattelan e Pier Paolo Ferrasi assieme a Martin Parr negli ultimi anni. Il libro unisce scatti ironici e pungenti back-to-back di fotografie provenienti dagli archivi dell’artista britannico Martin Parr e da quelli di Toiletpaper creando un dialogo fotografico irriverente. Il libro è disponibile in edizione standard oppure collector venduto assieme a un foulard in edizione di 300 esemplari su Damiani Editore

sabato 22 febbraio 2020

Levi's Made&Crafted _ spring/summer 2020

La collezione spring/summer 2020 di Levi's Made&Crafted è caratterizzata dai lavaggio del tessuto indaco attraverso l'utilizzo di differenti tecniche. I capi danno vita ad outfit dalla differenti variazioni di blu che vengono sovra a t-shirt e felpe in cotone dai colori basici.

giovedì 20 febbraio 2020

Rise of the Vietnamese Robots _ Reborn


Rise of the Vietnamese Robots  è una serie di oggetti da collezione in edizione limitata, realizzato con blocchi di legno laccato, che si assemblano grazie ad una serie di magneti. I robot sono un omaggio a Ho Chi Minh, città Vietnamita, le cui griglie delle finestre hanno ispirato le geometrie e la grafica. Ogni robot è prodotto in edizione militata in differenti misure e viene fornito di schema grafico d'assemblaggio; può esser acquistato solamente nel sito di Reborn che ne ha sviluppato il design e concept.

martedì 18 febbraio 2020

Noah _ spring/summer 2020

La collezione spring/summer 2020 di Noah presenta un approccio fresco e contemporaneo mescolando differenti stili e influssi al proprio DNA sostenibile. Gli outfit giovani sono giocano sulla sovrapposizione di differenti capi dalle grafiche e pattern a contrasto dove un ruolo di rilievo è svolto dalle righe e dai colori effetti lavato.

sabato 15 febbraio 2020

Interview with Michele Spanghero

Michele Spanghero, classe 1979, è artista sonoro e visivo italiano. La sua ricerca artistica coniuga suono e scultura attraverso l'acustica dei progetti, alla base lo studio la musica e il teatro che rielaborati prendono fisicità nei lavori. Parte del lavoro di Michele è caratterizzato da una ricerca fotografica in corso dal 2010 focalizzato su impercettibili variazioni cromatiche e geometrie marginali che vengono scattate in giro. Di seguito l'intervista con l'artista.

Chi è Michele Spanghero e qual'è il percorso che ti ha fatto diventare artista? 
Il percorso che mi ha portato ad applicarmi all’arte contemporanea è abbastanza tortuoso. Gli studi di letteratura costituiscono la base della mia formazione; durante gli anni di studio alla facoltà di lettere mi sono occupato principalmente di teatro, ma ho anche approfondito da autodidatta i miei interessi in campo musicale e artistico. La frequentazione di teatri fin dall’infanzia mi ha permesso di scoprire la musica e l’arte visiva in modo quasi naturale. Il mio immaginario, come un fiume carsico, si è nutrito di quell’esperienza che ora affiora sotto varie forme.

Il suono caratterizza le tue sculture, una parte della tua produzione, una seconda è caratterizzata dalla fotografia. Come bilanci questi due mezzi espressivi? cosa caratterizza la tua ricerca? 
L’incontro con l’arte contemporanea è giunto per gradi, in età matura, ma proprio per questo è stato un approccio consapevole, dettato da una sentita necessità espressiva. Ho inizialmente cominciato a sperimentare in campo musicale, ma ben presto ho fatto anche le prime esperienze espositive incentrate su lavori fotografici. La musica e la fotografia erano, nelle mie intenzioni, pratiche distinte ed ho sempre cercato di evitare una fusione di tipo banalmente sinestetico tra le due. Con il tempo, però, mi è stato evidente che le due esperienze fossero accomunate da un medesimo approccio metodologico, teso verso la ricerca del limite dei media che usavo. La scultura è stato il passo successivo, con cui sono riuscito ad unire concettualmente l’aspetto visivo con quello acustico in una dimensione tridimensionale. Nelle mie sculture o installazioni, gli aspetti quali forma e materia vengono completati attraverso la natura sonora. Credo che dell’esperienza musicale mantengo il background concettuale legato al rapporto tra silenzio e rumore, suono e spazio, mentre della fotografia conservo l’essenzialità della forma, l’idea di astrarre e risemantizzare i dati della realtà.

Ad lib. è un tuo lavoro che coniuga scultura e suono, cosa contraddistingue questo progetto e come nasce? che opera viene suonata dall'organo?
Quest’opera l’ho immaginata nel 2010 come un paradossale “organo artificiale”, mi sono immaginato uno strumento musicale, un organo a canne, collegato ad un ventilatore polmonare medico simile a quelli usati nell'assistenza ai pazienti con insufficienze respiratorie. L’opera è stata pensata come una metafora sul rapporto tra uomo e macchina e per sollevare un quesito etico sul limite della vita. Dall’idea alla realizzazione però il passo è stato molto complicato: per realizzare la prima versione di piccole dimensioni del lavoro ho impiegato 3 anni e poi ulteriori 3 anni per giungere alla versione di grandi dimensioni. Ma la ricerca continua e in queste settimane sto lavorando ad una nuova versione dell’opera. La prima versione di Ad lib. suona un cluster dissonante di note, per rendere meno consolatorio il suono dell’organo. Nella versione grande ho avuto la possibilità di lavorare in modo più musicale, così l’organo suona un accordo di Fa, in riferimento al Deutsches Requiem op.45 di Brahms, come se questo accordo fosse fermato nel tempo e si ripetesse a volontà (ad libitum, appunto) finché qualcuno letteralmente (ma anche metaforicamente) non stacchi la spina alla macchina medica.

giovedì 13 febbraio 2020

Io sono un pittore _ Alla scoperta dello studio di Concetto Pozzati

 
Io sono un pittore celebra Concetto Pozzati e apre le porte del suo studio situato nel cuore di Bologna. Il viaggio attraverso il luogo dove il maestro ha lavorato e dove sono conservati i suoi ricordi e lavori. Una alchimia tra discorso sulla propria opera, in dialogo con se stesso e il discorso pubblico, in Aule e contesti delle città, dove la responsabilità dell’artista segna in maniera formidabile l’unione tra l’artista, l’uomo e l’intellettuale. Un elogio alla memoria e ai suo lavori; ripeteva spesso Concetto: “la pittura ha bisogno della sua oralità”. Ogni volta gli rispondevo che quella frase mi ammutoliva dentro. E reagivo. Perché come lui, desideravo sempre che la mia “parola acquistasse la visione”…Vorrei fosse un film che ricominciasse ogni volta da un punto diverso di gratitudine. L’esercizio è stato voltarsi, fare un gesto lentissimo di saluto, continuare a farlo ininterrottamente, cercando residui di materia organica, mentale, sessuale immorale e morale tra i suoi pennelli, tra le sue carte, le sue tele, i suoi innumerevoli oggetti". Lo Studio in cui Pozzati, oltre a dipingere, custodiva libri, cataloghi, le sue opere e dove accoglieva amici, artisti, galleristi. Uno questo spazio dove opere e fotografie ne raccontano la storia.

martedì 11 febbraio 2020

Barbour x And Wander _ capsule collection


 Dalla collaborazione fra Barbour e And Wander nasce una rivisitazione in due colori del classico modello del brand inglese. I capospalla unisce il fit classico del Barbour, le forme delle tasche, il colletto con il cappuccio staccabile e la tasca sul retro pensata per la caccia ma viene prodotto in tessuto tecnico con dettagli termosaldati e strap che caratterizzano il brand outdoor giapponese. L'edizione è stata prodotta solamente per il mercato giapponese in esclusiva per i negozi del brand in pochissimi esemplari.

lunedì 10 febbraio 2020

Anglozine _ spring/summer 2020

Anglozine si ispira per la collezione spring/summer 2020 a La Decima Vittimia e ai lavori di Joe Tilson. Lo stile dello stile degli anni '60 unito alle cromie dell'artista inglese danno vita ad una serie di outfit essenziale e funzionati caratterizzati da uno stile inglese trasversale.

sabato 8 febbraio 2020

Il Giorno e La Notte _ Mattia Zoppellaro e Sha Ribeiro

PALTÒ celebra attraverso gli scatti di Mattia Zoppellaro e Sha Ribeiro Milano e il cappotto. Il Giorno e la Notte racconta la storia delle città lombarda e della sua gente, protagonista lungo le sue strade e nelle emozioni dei suoi giorni. Le ore di luce descritte dallo sguardo di Ribeiro e quelle notturne da Zoppellaro creano una narrativa lunga ventiquattro che immortalano Antonio Moscogiuri,Carlo Antonelli,AntonioDiodato, Efisio Marras,Emiliano Salci,Gabriele Micalizzi,Isabella Potì, MartinaTroni,Vinicio Marchioni e Woo Lee che indossano l'iconico capo made in italy. 
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