giovedì 26 maggio 2016

15° Mostra Internazionale d'Architettura _ Biennale di Venezia



"Reporting from the front" è il tema della 15° Biennaale d'Architettura curata da Alejandro Aravena si presenta come un progetto volto al riuso e riciclo della Biennale 2015 attraverso l'utuilizzo di 10.000 mq di cartongessi e 14 chilometri di strutture metalliche; il padiglione del curatore ruota attorno all'idea di reinterpretare e dare nuova vita e forme agli "scarti" generati dall'architettura. Il percosto espositivo fra gli spazi dell'arsenale e i padiglioni dei giardini appaiono come sconnessi e non sempre rispondono al topic proposto dal curatore anche se il ruolo del progetti sovrasta quello degli architetti in un ottica di accantonamento dei nomi noti.
Fra i padiglioni vi segnato quello inglese con il progetto "economia domestica", il padiglione della Danimarca ricco di modellini e di progetti, il padiglione dei Paesi Nordici che presenta un architettura piramidale e il padiglione dell'Ungheria. Il padiglione Egiziano presenta una struttura simile ad una rampa da skateboard interamente blu con prese elettriche, mentre il padiglione austriaco viene presentato "Palaces for People" e per finire Stati Uniti, Corea, Giappone e Cile scelgono di espore progetti e modelli attraverso un dialogo di materiale  multiforme.

martedì 24 maggio 2016

Matteo Lamandini _ spring/summer 2016

La spring/summer 2016 è la prima collezione uomo e donna di Matteo Lamandini, designer italiano classe 1989 . I capi traggono ispirazioni da foto in bianco e nero dei bambini e le loro divise degli anni '50 e dai dipinti di Bernett Newman. I tessuti della collezione spaziano fra gessato, check e monocromo in capi dal taglio pulito e oversize reinterpretando il concetto di capi senza tempo ed evocando il ricordo dell'utilizzo dei vestiti del fratello o del cugino più grande.

sabato 21 maggio 2016

NERI _ Parafernalia per InternoItaliano


INTERNOITALIANO presenta Neri una serie di penne e porta-mine in alluminio anodizzato ad opera del designer Giulio Iacchetti. La partnership con PARAFERNALIA®, storica azienda italiana specializzata nella produzione di oggetti per la scrittura, da vita ad un oggetto minimalista con una apertura/chiusura inconsueta data da rotella-vite che blocca la mina come nei compassi. I proditti sono disponibili nello store online di InternoItaliano.

venerdì 20 maggio 2016

interview with Elena Mazzi

Elena Mazzi, classe 1984, vive e lavora a Venezia, città da cui trae ispirazione per dare vita ai suoi progetti. La sua arte indaga sulla relazione uomo/ambiente, attraverso una visione antropologica come collettività e singolo, come parte e tutto dell'ambiente stesso. Il lavoro di Elena Mazzi porta lo spettatore ad una riflessione personale su quello che lo circonda; vi propongo di seguito un'intervista con l'artista reduce dalla Biennale ad Istanbul e della mostra al GAM di Torino.


Chi è Elena Mazzi? Qual è il percorso che ti ha portato a diventare artista?

La mia passione per il disegno, che mi accompagna fin da bambina, e l'interesse per la storia dell'arte, sviluppato alle scuole superiori e durante i viaggi domenicali, inizialmente con i miei genitori, poi con compagni di scuola e università. La necessità di guardare, approfondire, analizzare, ricercare. Non ho mai ambito a specializzarmi in una tecnica, mi piace sperimentare e indagare diversi procedimenti, confrontandomi con esperti di ogni settore.

Hai studiato e lavori a Venezia, che ruolo ha per te questa città? ricordo la tua opera esposta alla Fondazione Bevilacqua la Masa con Stonefly e le tue collaborazioni con le vetrerie di Murano per citarne alcuni.
Venezia è la città in cui ho studiato, e di cui, da quel momento, mi sono innamorata. Amo le sue dimensioni, piccole e labirintiche, amo il fatto che sia al contempo internazionale e locale, nei suoi estremi. Amo poter avere la possibilità di avere accesso a grandi mostre con regolarità, e la presenza di un forte artigianato locale, dislocato tra isole e periferia. Trovo la sua geografia particolarmente interessante, soprattutto per il forte legame tra terra ed acqua, sempre presente, che condiziona la vita di ogni giorno. Venezia mi rallenta, mi aiuta a riflettere e pensare, ma mi da anche la possibilità di assistere ad interessantissime lezioni all'Università (sia Cà Foscari che IUAV) e di partecipare ad un continuo confronto e scambio con artisti, sia giovani (che frequentano le università o l'accademia) che più maturi (professori, ricercatori, o partecipanti alle mostre in città).

Utilizzi varie forme espressive, dalla performance all'installazione, i tuoi lavori indagano sul rapporto uomo/ambiente come un contrasto/dialogo fra quello che ci circonda. In cosa consiste e su cosa si focalizza questa tua ricerca?
La geografia sta alla base di tutto e, con essa, un forte interesse per ciò che la lega alla dimensione umana: una sorta di antropologia visiva. Viaggiare è per me una necessità, e farlo con la consapevolezza dei luoghi che visito, per periodi più o meno lunghi, è fondamentale. Capirne e studiarne le caratteristiche fisiche e sociali, confrontarmi ed entrare in contatto con persone del luogo che possano aiutarmi in una lettura non superficiale, indagarne gli aspetti più nascosti, non visibili ad un primo sguardo. Le tecniche con cui decido di operare derivano da queste ed altre ricerche, ed hanno spesso a che vedere con ciò che trovo in loco.

Fra i tuoi lavori ritengo molto interessante "Moving Memories", una performance video in collaborazione con altre artisti che si è svolta a San Francisco; mi puoi parlare di questo lavoro, com'è nato? e cos'ha significato collaborare con altri artisti nel processo creativo?
Moving memories parte dalla stima per il lavoro di un gruppo di artisti proprio di San Francisco, i Future Farmers. Avevo visto il loro lavoro da giovanissima in diverse mostre in Italia; ne ho poi studiato il lavoro durante un workshop all'Università condotto da Marjetica Potrc, mia mentore, a cui devo molto. Approfondendo la loro pratica, ho sentito l'esigenza di confrontarmi direttamente con loro e così ho fatto domanda per una borsa che mi permettesse di passare un periodo di tempo a San Francisco. La città è sempre stata luogo di trasformazione sociale e politica e continua ad esserlo. Nell'ultimo decennio in particolare, le grandi corporation situate nella Silicon Valley, non lontano dalla città, ne hanno trasformato la conformazione, gentrificando svariati quartieri, in particolare quelli orientati a sud della città. Parlo del quartiere della Mission, area storicamente latina (messicana) caratterizzata da una temperatura mite e soleggiata, a differenza del resto della città che, essendo situata in una baia, è spesso ventosa e soggetta a cambiamenti climatici repentini. Qui sono entrata in contatto con archivi e organizzazioni locali, cercando di capirne e studiarne la storia, travagliata, per poi arrivare agli ultimi sviluppi, che prevedono la delocalizzazione della comunità in questione, costretta a dover abbandonare il quartiere a causa dei vertiginosi affitti in crescita, possibili grazie a una nuova legge (Ellis eviction act) che permette di sfrattare intere famiglie in meno di tre mesi (dai 3 ai 120 giorni di preavviso). Prima di tutto ho condotto interviste nel quartiere, da cui è nato un video documentario. Poi ho sentito l'esigenza di trasformare il lavoro in performance, occupando un'area abbandonata e privata, da tempo luogo di rifugio di writer, senzatetto e alcolizzati. Ho deciso per un giorno di riqualificarla, rendendola culturale e vivibile, e permettendo ad ognuno di potersi esprimere a proprio piacimento. Per un giorno organizzazioni locali, redazioni, adulti e bambini, artisti chicani (latino-americani), e i Future Famers stessi hanno contribuito a rendere quel luogo abbandonato terra comune, mostrando il loro archivio personale del quartiere, fatto di foto storiche, narrazioni, libri, disegni, canzoni e terra. Mi interessava l'aspetto comune di quel luogo, costretto tra edifici in veloce trasformazione, e situato sull'arteria principale del quartiere, ancora luogo molto latino (a differenza della strada parallela, completamente gentrificata). Ancor di più però mi interessava vedere quale sarebbe stata la risposta del privato, in America solitamente molto presente. Mi aspettavo che la polizia sarebbe entrata in azione dopo poco. Avevo deciso di disporre all'interno dello spazio diversi mobili (cassettiere, scaffali, poltrone, divani) per occuparlo fisicamente, oltre che attraverso le nostre azioni. La polizia è passata a controllare, ma ci ha lasciato fare, senza chiedere se l'azione avrebbe avuto una durata temporanea o meno. Da qui poi, i cittadini hanno deciso di utilizzarlo più volte, per azioni quotidiane e performance nel quartiere.

giovedì 19 maggio 2016

Apolis _ Market tote bag

Apolis ha reso la borsa della cool! Il brand basato a Los Angeles propone una serie di tote bag in cordura raw e manici in pelle dedicandole ai principali mercati ortofrutticoli statunitensi, un idea semplice quando geniale per rivalutare un prodotto basico ed essenziale rendendolo fashion e ricercato. La linea city market è disponibile online nello store del brand.

martedì 17 maggio 2016

Spalwart _ atletic shoes

Christoffer Brattin e Fredrik Johansson ventanni fà diedero vita a Spalwart nella loro fabbrica nell'este europa mescolando il mondo sportwear con quello military all'insegna di un design scandinavo dove l'aziende è basata. Il modello Marathon Trail viene reintepretato in differenti pesi, materiali e colori dando vita ad una calzatura iconca dal gusto ricercato e trasversale.

domenica 15 maggio 2016

Vitra Campus _ Visit Basel

Una delle tappe obbligatoria a Basilea è il Vitra Campus, situato appena fuori città al di là del confine tedesco, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. A Weil am Rhein si trova lo stabilimento produttivo, lo shoowroom dove poter vedere i prodotto e gli uffici dell'azienda di design, ogni edificio ad opera di un architetto iternazionali da Zaaha Hadid, Tadao Ando, Frank Gehry, Herzog & de Meuron, Sanaa , Alvaro Siza, Jean Prouvè. C'è la possibilità di una visita guidata al Campus alla scoperta delle numerose architetture, della loro storia e della presenza negli spazi Vitra. Nel parco adiacente allo shoowroom si trova uno spazio espositivo dove viene raccontata la storia di Vitra e dei designer e architetti che vi hanno collaborato negli anni creando sedute, tavoli e oggetti che sono diventati icone del design.

sabato 14 maggio 2016

1st pat-rn

Semplicità e qualità contraddistinguono 1st pat-rn, brand con base a Follina nel nord-est italiano. I capi nascono dalla reinterpretazione del fit di giacche militari e civili d'archivio, carazzerizzate da dettagli ricercati e proposti in tessuti di qualità. La collezione spring/summer 2016 si sviluppa su tre colori: blu, verde militare e bianco, sia per lui che per lei, attraverso una sovrapposizione di vestibilità e outfit.

venerdì 13 maggio 2016

Roll Up _ Fondazione Bonotto and Bevilacqua La Masa



 Roll Up è un libro d'artista partecipativo che nasce dalla collaborazione fra la Fondazione Bonotto e l'Istituzione Bevilacqua La Masa; l'edizione in 35 copie comprende i lavori di giovani artisti che hanno collaborato con la fondazione veneziana dopo la selezione per la residenza in laguna e hanno avuto l'opportunità di visitare e rielaborare le proprie suggestioni durante questo periodo. I lavori sono racchiusi in un libro in tessuto, Bonotto of course, dove ogni artista ha oppucato il proprio spazio; sono presenti opere grafiche, di poesia visiva, di sound art, di scultura e frammenti di performance ad opera dei seguenti artisti: Valentina Furian, Enej Gala, Riccardo Giacconi, Caterina Morigi, Francesco Nordio, Miriam Secco, Davide Sgambaro, Sebastiano Sofia, Matteo Stocco, Valerio Veneruso, Christian Manuel Zanon, Annalisa Zegna. 

giovedì 12 maggio 2016

Sortie Seoul _ spring/summer 2016

Sortie Seoul presenta un'estetica essenziale per affrontare la quotidianità mescolando abiti casual a capi ricercati creando un look per differenti occasioni. La collezione spring/summer 2016 è composta dai capi basici del guardaroba maschile presentati in differenti tessuti e fantasie, il tocco è asiatico dove l'azienda è basata e lavora oltre che online.
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