domenica 26 gennaio 2020

I wish the world was even _ Matteo Di Giovanni _ studiofaganel e spazio Kinemax

 Lo spaziofaganel e lo spazio espositivo del Kinemax presentano il progetto I wish the world was even di Matteo Di Giovanni; una serie di foto scattate in analogico durante il viaggio in auto da Milano a Capo Nord, in un periodo di due mesi, tra il 15 ottobre e il 15 dicembre 2015. I paesaggi immortalati esprimono una sorta di turbamento, di straniamento e di incomprensione verso il fruitore, dato dalla distanza del punto d'osservazione, dove elementi naturali ed antropici che riempiono lo spazio vuoto del paesaggio. Matteo Di Giovanni congela quei momenti celebrandone la loro essenza ordinaria, luoghi, che se così non fosse, passerebbero inosservati e un giorno dimenticati. La mostra I wish the world was even è visitabile presso lo studiofaganel e nello spazio espositivo del Kinemax a Gorizia fino al 13 marzo 2020; il progetto è anche un libro pubblicato dal fotografo, edito da Artphilein Editions, e acquistabile qui.

martedì 21 gennaio 2020

Seidensticker + the Murkudis Brothers _ Classic Shirt

 Seidensticker e i fratelli Murkudis creano una collezione che reinterpreta la classica camicia attraverso una serie di tagli dai volumi che spaziano dall'over al slim fit. La capsule sartoriale è caratterizzata da una serie di dettagli tradizionali, dal colletto al bottone, la rifinitura e la scelta dei materiali che impreziosiscono i capi dall'essenza basica.

giovedì 16 gennaio 2020

Ugo Poggi Terrecotte _ Made in Tuscany

Dalla tradizione alla contemporaneità, questo viaggio caratterizza le terrecotte di Ugo Poggi. L'azienda toscana dal 1919 da vita ad una serie di vasi artigianali prodotti attraverso il processo utilizzato da decenni dalla fabbrica spaziando fra forme classiche e oggetti dal design contemporaneo, rigorosamente realizzati a mano. Negli anni l'azienda ha spaziato e differenziato i suoi prodotti offrendo dalla piccola statua al grande vaso ornamentale, passando per le fontane da giardino e gli stemmi locali. Ana Milena Hernandéz Palacios e Christophe Penasse di Masquespacio sono i designer che hanno realizzato i pezzi della collezione Land al cui interno vi sono oltre ai tradizionali vasi dal design contemporaneo anche piastrelle ornamentali, oggettistica e sculture per celebrare la storia dell'azienda e la sua visione.

martedì 14 gennaio 2020

Gauthier Paris _ Vintage Tennis

Gauthier Paris rinasce con una collezione ispirata alla sua storia e quelle del tennis giocato. La collezione presenta una serie di capi dal sapore retrò contraddistinti dai colori del brand francese dal 1928, adatti all'utilizzo sportivo come quotidiano. La collezione è acquistabile nello store del brand.

venerdì 10 gennaio 2020

Australia Prints by Lola & Pani

Australian prints è il progetto fotografico di Lola & Pani a sostegno dei volontari delle associazioni  NSW Rural Fire Service, Foodbank e WIRES che si stanno mobilitando per arginare la tragedia che stà colpendo in questi giorni il continente. Gli scatti nascono in seguito ad un viaggio nel settembre 2019 in Australia nella regione del Northen River e rappresentano una serie di soggetti casuali che contraddistinguono il paesaggio.
Per sostener l'iniziativa potete acquistare le foto in Digital C-type 12×16 inch (30.48×40.64 cm), il cui ricavato andrà interamente a supporto delle associazioni  nel sito di Palm Studios.

giovedì 9 gennaio 2020

The Dark Collection _ Luca Pozzi at Pinacoteca di Brera

 The Dark Collection è il nuovo progetto di Luca Pozzi curato da Swan Station. Il progetto di realtà aumentata in stile guerriglia dell'artista si impossessa della Pinacoteca di Brera e delle sue sale collocandovi dodici sculture virtuali, Third Eye Prophecy, fra i capolavori della collezione costruendo una mostra alternativa. La cromia delle sculture è frutto della tavolozza cromatica dei lavori inquadrati attraverso i propri smarthphone, grazie alla app ad oggi scaricabile solo su android, permettendo così un balzo temporale e un dialogo fra le opere, collocandosi fra i rispettivi vuoti.  Tra il “Cristo alla Colonna” del Bramante (1490) e lo “Sposalizio della vergine” di Raffaello (1504), apparirà sugli schermi dei cellulari dei visitatori una presenza fluttuante la cui cromia deriva dall'unione della tavolozza di entrambi i capolavori.

martedì 7 gennaio 2020

Stüssy + Harris Tweed _ Capsule collection

Dalla collaborazione fra Stussy e Harris Tweed nasce un outfit che mescola streetwear e sartorialità reinterpretando i classici capi del brand californiano. Overshirt, pantalone e cappellino in tessuto di lana spinato contraddistinguono la capsule collection per il mercato giapponese.

domenica 5 gennaio 2020

Music is my Sanctuary Music is My Life _ Fake Vinyl _ Lucio Schiavon


Music is my Sanctuary Music is My Life è il primo fake vinyl di Lucio Schiavon. "l'Idea del disco finto nasce dalla frustrazione di non aver mai fatto una copertina di un vero disco in vinile quindi mi sono inventato un motivo per fare un disco con la mia grafica. Ho deciso di dedicarlo al senso della musica quindi ho scelto un brano straordinario di Gary Bartz che celebra il senso di quello che è per me la musica, vale a dire un santuario. Nel retro del finto disco ci sono gli autori che in questi ultimi mesi mi hanno riempito con la loro musica. Il mio è un suggerimento all'ascolto di questi artisti come se fosse una playlist ma su carta." così mi ha raccontato del progetto Lucio.
Il Fake Vinyl è in edizione limitata di 50 esemplari, firmati e numerati, interamente stampato attraverso la tecnica della serigrafia a 2 colori da Fallani Venezia su cartoncino bianco 350 gr per il vinile e su carta 140 gr per la busta. L'edizione è acquistabile nello shop online dell'illustratore.

venerdì 3 gennaio 2020

Interview with Alice Mestriner & Ahad Moslemi

Alice Mestriner, Treviso 1994 , e Ahad Moslemi, Téhéran 1983, sono un duo artistico che sviluppa progetti multidisciplinari caratterizzati dal tema dell’identità e della Vanitas. Installazioni e performance si integrano all'interno dei lavori di Alice&Ahad frutto di una ricerca culturale/personale che nasce dal dialogo fra i due artisti. Di seguito l'intervista con il duo.


Chi sono Alice & Ahad e qual'è il percorso che vi ha portato a diventare artisti e lavorare assieme?
Le nostre ricerche si sono unite in Canada, il paese che ci ha fatto incontrare. Tutto è iniziato durante l'opening di una mostra, dove eravamo visitatori. Entrambi stranieri, ci siamo riconosciuti e, abbiamo iniziato a parlare e a condividere le nostre considerazioni sulla tematica dell’esposizione, notando che nelle nostre idee c'era una certa affinità. Così con il tempo, quello che abbiamo cercato di fare è stato dialogare e cooperare insieme, traducendo visivamente i nostri pensieri e riflessioni. Le nostre tematiche di ricerca analizzano principalmente tre concetti: la Vanitas, l’identità e il linguaggio, cercando di sviscerare in contesti diversi come siano fortemente interconnessi. Essendo due individui distinti, le nostre conversazioni non hanno necessariamente un’unica conclusione o un unico punto di incontro. Di fatti su uno stesso progetto possono esistere due piani di lettura diversi, due dichiarazioni diverse a seconda del punto di vista preso in considerazione, creando talvolta un enigma.
Ad esempio, quando lavoriamo sul concetto di Identità, (considerato come termine e principio filosofico), le nostre opinioni sono diverse e quasi quasi opposte. Io (Ahad) penso che l’identità sia una cosa che può arrivare ad avere una definizione in quanto le persone e le cose sono il “banale” e conseguente risultato delle loro esperienze. Questo mi porta all'ossessione di andare a ricercare quale sia l’elemento o gli elementi che hanno portato alla caratterizzazione della cosa in sé: ciò che ne risulta. Io (Alice) invece penso che l’identità sia un elemento molto complesso da analizzare, tanto da metterlo in discussione. Trovare una definizione è di per sé paradossale perché credo sia un elemento in stretta connessione con il tempo in quanto si identifica con il suo costante divenire. Quindi è un controsenso dire: “Io sono” dato che si tratta di uno sviluppo nel tempo, e a livello linguistico non esistono espressioni che possano enunciare il concetto correttamente. Dovrebbe esistere a mio parere una forma linguistica di questo tipo: “Io sono-sarò". La definizione dell’identità diventa conseguentemente un atto vano o mera illusione. I nostri dialoghi sono molto stimolanti e ci portano a guardare la tematica sotto diversi punti di vista. Crediamo difatti che questo modus operandis “dialogare”traspaia un po’ nei nostri lavori.

La vostra estetica e ricerca spazia fra scultura e performance, cosa la caratterizza e come nascono i progetti?
Sì, è vero la nostra ricerca spazia tra diverse forme. Generalmente quello che facciamo è realizzare dei progetti con il media che essi stessi richiedono. Come accennato prima le tematiche che ci stanno più a cuore sono l’identità e la Vanitas, due concetti a nostro avviso complementari. Cercare di trovare una definizione o cercare di identificarsi in qualcosa è un atto vano in quanto è un momento transitorio. La contemporaneità vive su un presente fuggevole, quasi istantaneo. La nostra identità e la nostra vita si scontrano in un continuo conflitto tra: un passato “definito”, pesante, radicato e un futuro in cui riponiamo la tensione al divenire, ai desideri, sogni e la volontà di continuare. In questa opposizione il presente è il momento in cui noi esistiamo, un salto tra una sponda e l’altra, il passato e il futuro. Il presente è un momento di apnea già pronto ad altro, ma non esiste nessuna struttura linguistica che possa esprimere la nostra esistenza ora, o almeno nelle lingue che noi conosciamo.
Forse è anche a causa di questo che nella nostra ricerca si incontrano diverse tecniche e materiali... come dei piccoli momenti di apnea. Ma sì, è vero dividendo per categorie possiamo distinguere due filoni principali: installazioni e performance. Crediamo che questa invece sia un’altra coppia di opposizioni che ci fa tornare all’inizio. (Dove) La vita è la morte, e la morte è forse la vita, un meccanismo che si attiva attraverso la vanità che è un istinto vitale nell’uomo. Le installazioni sono un momento indefinito, una sorta di magico passato, presente e futuro insieme, un momento emblematico: una natura morta. La performance al contrario inizia, si sviluppa e si conclude nel momento in cui prende atto, è effimera come il momento di vita che rappresenta.

giovedì 2 gennaio 2020

Andy Rementer x Makr _ tote bag

Andy Rementer collabora con Makr per una tota bag in canvas dalla grafica originale. La borsa è disegnata a mano dall'illustratore americano, presenta la scritta goodbye sul fondo oltre ad un classico personaggio sui due lati, pratica e funzionale adatta all'utilizzo quotidiano.
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