lunedì 20 agosto 2018

Engineered Garments x Baracuta

Engineered Garments reinterpreta i classici modelli G9 e G4 di Baracuta. Il designer giapponese Daiki Suzuki lavora sulle vestibilità e sui materiali partendo dai capi d'archivio; i due modelli realizzati sono in cotone/poliestere resistente all'acqua con fodera Fraser Tartan in cotone/poliestere Coolmax. Nel modello G4 DAIKI sono presenti regolatori laterali sul giro vita e patta posteriore frangipioggia “ad ombrello” mente il G9 Archive Fit Daiki è caratterizzato dalla presenza di una patta posteriore frangipioggia “ad ombrello” e i polsini, girovita e interno collo a costine. La capusule presentata in nero e blu è disponibile nello shop online di Baracuta.

venerdì 17 agosto 2018

Patta x Mizuno Sky medal

Patta collabora con Mizuno per una reinterpretazione del modello runbird dai dettagli doranti. I logo del brand giapponese viene rivisto nel tipico colore viola di Patta incorporato nella linguetta nera a contrasto con la tomaia in pelle grigio.

martedì 14 agosto 2018

Weisswall x Edition M.R.

Edition M.R. presenta una capsule sviluppata assieme al gallerista François Rotger della galleria Weisswall selezionando Ulrich Zeh, Jacqueline Padovani e Dieter KlauBnitzer da lui rappresentati e collezionati negli anni. I lavori dei tre artisti caratterizzati dalla predominanza del colore sono diventati i soggetti per t-shirt e felpe in edizione limitata del brand acquistabili qui.

domenica 12 agosto 2018

The Summer Weekly _ Monocle

Il Summer Weekly di Monocle torna anche quest'anno in formato quotidiano con una cadenza settimanale. Per quattro settimane in magazine inglese vi farà compagnia durante le vostre vacanze con articoli legati alla cultura, design, business e contemporaneità. Si può acquistare in numerose edicole sparse per l'europa oppure direttamente online.

venerdì 10 agosto 2018

Interview with Marinella Senatore

Marinella Senatore è artista italiana, classe 1977, che vive e lavora tra Parigi e Berlino. Le sue opere sono caratterizzate dalla partecipazione del pubblico, unendo storia, contemporaneità, cultura e strutture sociali rivolte ad un appartenenza collettiva. Fra i suoi recenti progetti troviamo Palermo Procession per Manifesta 12 e we The Kids a Venezia in collaborazione con la Peggy Guggenheim a Venezia. Con piacere vi propongo di seguito la mia intervista a Marinella.


Chi è Marinella Senatore e qual'è il percorso che ti ha protata a diventare artista?
Il mio percorso è molto diversificato, innanzitutto ho studiato arte. Ho due lauree in arte, una in Italia e una in Spagna dove sto completando il dottorato e dove ho insegnato per quasi sette anni in due diverse università. Allo stesso tempo la mia formazione è stata la musica classica, studiavo al conservatorio e ho lavorato come violinista per diversi anni. Successivamente sono andata a Roma a vivere e sono entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia. La mia esperienza viene da sistemi di creazione corale, condivisa come l’orchestra e il cinema. Infatti ci sono moltissime persone ognuno con la propria peculiarità, il proprio ruolo, il proprio sentimento, tutti lavoriamo per la stessa causa, per raccontare la stessa storia, quella scritta nella sceneggiatura, quindi non a caso ho tratto queste esperienze di coralità. Mi occupo di didattica in due università spagnole, prima come professore full-time e ora come visiting professor perché la professione di artista mi occupa molte ore, è una cosa che mi piace moltissimo. Credo molto nella didattica occidentale, è questa la ragione per cui ho fondato la mia di scuola, The School of narrative dance, scuola nomade itinerante. Ho voluto sempre portare quest’esperienza di didattica anche nelle università. Ho avuto e ho ancora modo di confrontarmi con i ragazzi, la lezione di Jacques Rancière il maestro ignorante e lo studente emancipato andato oltre i limite del maestro cominci ad introdurre quello che può andare oltre l’insegnamento dell’insegnante è una cosa in cui io credo totalmente.

Le tue performance sono caratterizzate da un aspetto partecipativo, come avviene questo processo? Come definiresti i tuoi lavoro e la tua selezione con essi?

Io lavora anche con la performance ma non solo, sono una di quegli artisti multimedia, che lavora con i video, i film, i collage moltissimo, il disegno che è alla base di tutto di qualsiasi lavoro io faccia, l’installazione e sicuramente anche performance. Il mio lavoro con le performance però è declinato in due linee, che sono i miei due progetto fondamentali. Uno è la School of narrative dance, dove si lavora sul corpo e sui gesti, il corpo come story-teller, uno strumento per raccontare e narrare. La school of narrative dance è completamente dedicata al corpo e alla narrazione attraverso di esso, si parte dai testi scritti collaborativamente con i partecipanti e la produzione in movimento, la narrazione è il focus, non il gesto atletico della danza, non forniamo danzatori non abbiamo alcun interesse a farlo. La schol of dance è un progetto didattico che si basa sulla gestualità totale della didattica dove il ruolo dello studente e del docente è molto sfumato ed è sempre una performance in forma di parata o processione. Un opera come emancipazione delle dignità della persona e della costrizione di una comunità temporanea e quindi la parata/processione è la forma che si prestano perfettamente. Ho lavorato molto sulla forma della parate e della processione partecipative, performative, con la danza di comunità, di emancipazione me anche solo con il mettere insieme tante persone con il concetto di assemblea dentro alla tematica performativa. Un'altra linea di lavoro che riguarda le performance e non solo è Protest forms, memory and celebration è legata alle forme di protesta attraverso al danza e la musica, la voce, quindi anche i teatri ambulanti/itineranti, non di tipo classico ma quel operaio-contadino. Quindi io posso dire che il vero anello di congiunzione di tutto il mio lavoro è il fatto che io lavori sulle strutture sociali con un approccio partecipativo di impeachment sociale rivolto all’emancipazione. I gesti di protesta hanno ispirato la coreografia e la coreografia è ispirata al gesti di protesta. Il folk, che mi interessa molto, e il canto popolare sono molto importanti per me. In questi ambiti produco performance.

martedì 7 agosto 2018

Paccbet skateboard deck _ Gosha Rubchinskiy and Tolia Titaev


Gosha Rubchinskiy and Tolia Titaev per la nuova collezione di tavole da skateboard Paccbet il duo russo presenta una serie di grafiche con elementi a contrasto richiamandosi alle grafiche propagandistiche nel vecchio regime riviste in chiave contemporanea. Il risultato è un oggetto da collezione più che una tavola da skateboard.

sabato 4 agosto 2018

Champion x Beams _ patchwork

Champion collabora con il retail giapponese Beams per una rivisitazione patchwork della classica felpa reverse weave. Due le edizioni, uan grigio, blu e rosa e una nero verse e blu, purtroppo disponibile solamente negli store del sol levante.

giovedì 2 agosto 2018

24H Honk Kong _ Karl Hab

24H Hong Kong è il viaggio fotografico di Karl Hab attraverso il contrasti architettonici e sociali della città asiatica. Il fotografo immortala la routine quotidiana dando una rappresentazione della metropoli multiculturale. Il libro è disponibile con una stampa in edizione limitata nel sito dedicato.

mercoledì 1 agosto 2018

Pinnacle Project _ The North Face

 Nel cuore delle Dolomiti trentine in Val San Nicolò per il The North Face Mountain Festival a 2100 metri è stata installata una tenda al cui interno si trovano otto capi d'abbigliamento utilizzati da grandi atleti nei loro momenti di gloria. Il luogo è raggiungibile solamente dopo due ore di camminata, i capi al suo interno si possono acquistare nel sito del Pinnacle Project, il cui ricavato andrà in beneficenza. Il piumino Antarctica Summit Series L3 indossato da Alex Honnold, il piumino Summit Series di Tamara Lunger, poi la giacca Antarctica Summit Series Ventrix expedition donata da Conrad Anker, lo zaino Verto 32 Legacy utilizzato da James Pearson sulla Punta Giraldili; il piumino Summit Series che ha accompagnato Caroline Ciavaldini sul Grand Capucin, il borsone Base Camp XL di Xavier de le Rue quello in versione Base Camp S usato da David Göttler e in fine il piumino Summit Seriesusato in Patagonia da Hervé Barmasse.

lunedì 30 luglio 2018

The Vincent Van Gogh Museum x VANS

 Vans collabora con il Museo Vincent Van Gogh per un capsule dedicata all'artista. I girasoli, l'autoritratto e i fiori di ciliegio diventano i soggetti che reinterpretano sneakers, felpe e t-shirt disponibili solamente nel museo shop di Amsterdam.
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