Fotografia Europea presenta Fantasmi del quotidiano, attraversa memoria, paure collettive e tracce invisibili lasciate dal presente. La fotografia non viene usata solo come documento, ma come strumento per evocare ciò che sfugge allo sguardo: assenze, archivi, identità cancellate, crisi ambientali e memorie personali. Il cuore del festival resta ai Chiostri di San Pietro, dove le mostre principali costruiscono un percorso immersivo e spesso inquieto. Tra i lavori più forti emerge quello di Zoé Aubry, che riflette sull’identità digitale e sulla trasformazione del corpo attraverso immagini fredde e quasi cliniche, sospese tra moda, tecnologia e alienazione. Di grande impatto anche Green Paradox di Alice Jankovic, che affronta il collasso ecologico evitando il reportage tradizionale: paesaggi alterati, dettagli artificiali e atmosfere sospese trasformano la crisi climatica in un’esperienza visiva quasi fantasmagorica.
A Palazzo da Mosto, la mostra Ghostland esplora il rapporto tra fotografia, algoritmi e memoria digitale. Tra i progetti più forti c’è quello del collettivo Vaste Programme, che costruisce paesaggi sospesi e inquieti tra realtà e simulazione tecnologica. Un percorso che trasforma l’immagine contemporanea in riflessione critica sul futuro.
martedì 12 maggio 2026
Fantasmi del quotidiano _ Fotografia Europea
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento