Nanban nasce dall'idea di far conoscere gli oggetti della cultura giapponese in occidente, una serie di cose funzionali e ben fatte frutto di anni di storia che uniscono design e artigianato. Il sito presenta una selezione di prodotti per la casa, dalle penne ai blocchi per scrivere, passando per le pentole e i portachiavi, ma anche una serie raffinata di ciotole e teiere. La selezione di Nanban è disponibile all'interno del sito con una sezione di prodotti continuativi e una dedicata ai pezzi unici.
Come nasce Nanban e chi c'è dietro al progetto?
Nanban nasce da un incontro, quello fra i suoi tre soci fondatori, Giacomo Donati, Francesca Pellicciari e Ayaki Ito una sera di primavera in un bar di Tokyo.
Fino a quel momento Nanban era un'idea nutrita da una serie di viaggi in Giappone e dall'inevitabile fascinazione esercitata dall'estetica orientale su chi si avventuri in un luogo così profondamente sui generis; dalle radici orientali di Francesca; dagli influssi di arte orientale assorbiti da Giacomo sin dall'infanzia grazie a suo padre; dall'adolescenza di Ayaki, divisa a metà fra Italia e Giappone.
A seguito di quell'incontro si è consolidato il progetto di portare il "vero" Giappone in Europa, fuori dalla dimensione stereotipata degli oggetti folkloristici che si vedevano in giro; un racconto per oggetti che facesse conoscere il meglio di quanto si trova ogni giorno nei negozi e nelle case dei giapponesi.
Perché Nanban?
Nanban (gente del Sud, ma anche "barbari") è il nome con il quale erano identificati i primi commercianti occidentali giunti dai porti del Sud del Giappone, i cosiddetti Nanban-jin (nome che identifica proprio il periodo storico di apertura del Giappone all'Occidente, prima che i tentativi di conversione operati dai Gesuiti spingessero il Giappone a chiudere nuovamente i porti per più di 200 anni): Nanban quindi perché l'intenzione era quella di ricucire il collegamento aperto dai primi commercianti, stabilendo un ponte fra culture molto distanti fra loro che, tuttavia, si guardano da centinaia di anni fra grandi diffidenze e altrettanto grandi curiosità.
