Doraemon immagina gadget impossibili per semplificare la vita: porte che teletrasportano, torte che insegnano tutto, strumenti che piegano il tempo. Jean Jullien fa l’opposto: osserva il quotidiano e lo reinventa con ironia, trasformando oggetti comuni in paradossi visivi. Insieme mostrano come le “strange inventions” non siano solo tecnologia, ma modi diversi di leggere la realtà: soluzioni emotive per Doraemon, intuizioni poetiche per Jullien che danno vita ad una serie di gadget e di oggetti quotidiani.




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