venerdì 13 luglio 2018

Interview with Chiara Dal Maso

Chiara Dal Maso, classe 1989, è un illustratrice e graphic designer italiana i cui lavori sono caratterizzati dal colore e da un tratto vivo. Ha collaborato con differenti realtà come MiAmi Festival, AMA Music Festival, PELO Magazine e Moodboard Magazine; Everyday Distraction è il suo progetto che raccoglie disegni della vita ordinaria attraverso trovando l'ispirazione di quello che la circonda. Di seguito l'intervista con Chiara.


Chi è Chiara Dal Maso e qual'è il percorso che ti ha portato a diventare illustratrice?
Sono una che è cresciuta in un paese di provincia che conta sì e no 5000 abitanti. Mi è stato sempre stretto stretto. Ancora adesso, anni dopo essermene andata, continuo a portarmi dietro un accento che mi localizza immediatamente da quelle parti. Se prima la cosa mi infastidiva ora sono grata di essere cresciuta in un posto che mi costringeva a confrontarmi con tutti gli strati di quella micro società, banalmente entrando nell’unico bar presente nella piazza. Mi ha fatto provare un grande desiderio di espansione. Abitavo con la mia famiglia in campagna e osservavo mia madre dipingere. Crescendo mi sono iscritta all’istituto d’arte e poi alla scuola di design. Ho avuto la fortunata possibilità di viaggiare molto, da un po’ di anni vivo a Milano dove lavoro come graphic designer e sono ritornata a disegnare per passione.

Sperimenti differenti tecniche nell'illustrazione ma prediligi il disegno con i pennarelli che caratterizza il tuo stile, un tratto colorato e semplice da cui nascono i tuoi lavori. Cosa contraddistingue il tuo lavoro?
A livello comunicativo il mio lavoro è permeato di esperienze personali, ma ambisce a connettersi empaticamente con gli altri. Non sono interessata a comunicare ad un’élite esclusiva, ma non intendo nemmeno cedere a estetismi scontati. Questo, al di là degli stilemi usati, credo sia uno dei tratti distintivi di ciò che faccio.


Da dove trai ispirazione per i tuoi disegni?
Da piccola mi veniva fatto notare spesso di vivere in un mondo tutto mio, quasi come una vaga accusa di ingenuità e indice di scarso contatto con la realtà. La quale è sempre stata, tuttavia, un’enorme fonte di interesse e studio per me. Frequento molte persone e luoghi diversi, cerco di mantenermi ricettiva e curiosa. L’ispirazione è per me oggetto di conquista, non una vana, momentanea folgorazione.

Il primo tuo disegno e l'ultimo? cosa li accomuna o cosa li rende totalmente differenti?
Li diversifica il grado di coscienza con cui sono stati creati. Ho dovuto passare anni a disegnare per imparare le regole e molti di più ad andare oltre per arrivare a trovare un linguaggio personale, il che non significa che ora sono realizzata, solamente più consapevole.

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