Mistranslation di Natalia Mejía Murillo, curata da Matheew Carrillo M., nasce dalla residenza e riflette sul significato della traduzione come spazio di trasformazione, perdita e possibilità. La mostra esplora ciò che accade quando materiali, memorie e sistemi di conoscenza attraversano territori diversi: non una ricerca di equivalenze perfette, ma un’indagine sugli errori produttivi e sugli slittamenti che generano nuovi significati. Attraverso una pratica di osservazione lenta e l’accumulo di frammenti raccolti tra deserto, foresta, montagne, città e la dimensione anfibia di Venezia, Mejía Murillo mette in discussione i nostri sistemi di classificazione e il rapporto tra umano, materia e ambiente. Le opere combinano elementi come legno, vetro, alluminio e materiali recuperati dal contesto veneziano, costruendo assemblaggi in cui memoria geologica, tecnologia e fragilità del paesaggio dialogano. Mistranslation, negli spazi di Panorama, invita così a considerare l’imperfezione della traduzione come un territorio fertile, dove le differenze non vengono cancellate ma diventano nuove forme di conoscenza.




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