Palazzo Grassi e Punta della Dogana presentano quattro nuove esposizioni dando vita ad un sistema di corrispondenze e dialoghi personali degli artisti e della collezione Pinault. A Palazzo Grassi, Amar Kanwar lavora per immagini-limite: The Peacock’s Graveyard espande il tempo, tra installazione e film, mentre Michael Armitage stratifica pittura e cronaca, con oltre un decennio di opere che oscillano tra mito e politica. Alla Punta della Dogana, Lorna Simpson costruisce una retrospettiva pittorica come archivio fluido di identità e memoria. Paulo Nazareth, con Algebra, presenta un attraversamento attraverso sale, linee, tracce di cammino. Il gesto minim. camminare, spesso a piedi nudi, diventa pratica politica e dispositivo narrativo, incidendo nei corpi la storia coloniale e le sue fratture attraverso una serie di opere storiche ma anche u corpo realizzato appositamente per l'esposizione. Il titolo richiama al-jabr, ricomporre ciò che è rotto: e infatti l’allestimento si comporta come una ferita aperta, dove una nave negriera fantasma emerge tra materiali e immagini, trasformando lo spazio in una geografia instabile.







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